Terna

Il problema dell’approvvigionamento energetico ha una valenza fondamentale per la Sardegna perché condiziona in modo determinante lo sviluppo dell’isola e, quindi, le possibilità di lavoro. Ma se la politica non riesce a governare il mercato, almeno metta la nostra regione nelle condizioni di stare sul mercato. Con questo obiettivo la Cisl sarda si presenterà all’incontro in programma domani pomeriggio al Ministero dello Sviluppo Economico per discutere la vertenza energia in Sardegna dopo la recente decisione di Terna di interrompere il regime di essenzialità per le centrali elettriche di Portovesme, Ottana e Fiumesanto. Intanto è stata conferma la mobilitazione sindacale unitaria annunciata per mercoledì (25 novembre) dai sindacati confederali delle categorie dei metalmeccanici elettrici e chimici per discutere le eventuali forme di protesta.

La vertenza energia

Il gap energetico, che condiziona pesantemente le potenzialità di sviluppo della Sardegna e incide grandemente e direttamente sul bilancio economico delle famiglie, giustifica tutte le iniziative di mobilitazione che l’attivo unitario Cgil, Cisl e Uil adotterà il prossimo 25 novembre”, dichiara il segretario generale Oriana Putzolu, annunciando che la Cisl sarda non fermerà la protesta.

Il sindacato ritiene che nella complessa vertenza energia un ruolo fondamentale sia affidato alla Giunta regionale, chiamata a ricercare un sistema di approvvigionamento energetico e a realizzarlo immediatamente abbattendo con una legislazione d’urgenza i tempi burocratici. “L’esecutivo – scrive Oriana Putzolu – deve amministrare in accordo col governo nazionale la transizione, che non può restare condizionata dagli umori e dal “buon cuore” dei dirigenti dei gestori della rete elettrica nazionale e non può rimanere in balìa delle norme comunitarie spesso dalla parte dei paesi economicamente più forti“.

Nel suo editoriale su L’Altra Sardegna, il segretario generale della Cgil Michele Carrus  evidenzia le conseguenze negative che la revoca del regime di essenzialità alle centrali isolane e le incertezze sul rinnovo della super-interrompibilità porteranno al tessuto economico dell’isola, condizionando negativamente il rilancio dell’intero settore metallurgico. La Cgil inoltre è molto critica sulla lentezza dimostrata dalla Giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru nel prendere decisioni su progetti industriali innovativi, ma anche sui ricorrenti dubbi dell’esecutivo sulla metanizzazione della Sardegna “con la riproposizione – scrive Carrus – di ipotesi difficilissime per costi e tempi di realizzazione, come il gasdotto Sardegna-Toscana”.

Ma come si sta arrivando all’incontro di domani pomeriggio al Ministero per lo Sviluppo Economico? “Ognuno per conto proprio”, scrive sul suo blog l’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Maninchedda che suggerisce: “sarebbe opportuno che sindacati e imprese si parlassero prima di andare lì, almeno per scoprire che siamo parte di una stessa nazione, quella sarda”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *