Zona franca, la Camera di Commercio fa dietrofront

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Sta assumendo caratteristiche grottesche la vicenda della zona franca nel porto di Cagliari. La Camera di Commercio è uscita dalla compagine sociale della società Zona Franca di Cagliari senza neppure esserci mai entrata. Tra maggio e giugno del 2007 l’ente camerale aveva deliberato di ottenere una partecipazione alla società nella misura del 2% del capitale sociale (con la disponibilità ad acquisire ulteriori quote del capitale fino al 20%). Ma a causa di una inerzia di oltre otto anni le delibere non hanno avuto alcun seguito. Finché, qualche giorno fa, l’11 novembre 2015, il commissario straordinario Paola Piras ha deciso che il tempo è scaduto: bisogna comunicare alla società Zona Franca di Cagliari la volontà di non dare corso alle delibere del 2007.

La notizia del dietrofront della Camera di Commercio è stata diffusa nei giorni scorsi dal consigliere comunale di Cagliari Enrico Lobina. “Il Commissario non ha il potere di modificare la politica espressa fino ad oggi dagli organi di governo della Camera in sintonia con gli indirizzi della Regione”, afferma Lobina nel sito Cagliari Città Capitale, chiedendo al commissario Piras di revocare il provvedimento e invitando il presidente della Regione Francesco Pigliaru a chiarire a che punto è l’attuazione del punto franco doganale di Cagliari.

Per chi volesse approfondire, questo è il link della determinazione n. 22 dell’11 novembre 2015 che approva il Piano di razionalizzazione delle società partecipate della camera di Commercio di Cagliari in cui si stabilisce di comunicare alla società Zona Franca di Cagliari S.c.p.A. la volontà di non dar seguito a quanto in precedenza stabilito dalla Giunta camerale con deliberazioni n.73 dell’8 maggio 2007 e n.64 del 28 giugno 2013.

Il dietrofront della Camera di Commercio

Camera di CommercioLa notizia del dietrofront della Camera di Commercio di Cagliari (che – sottolinea Lobina – è rimasta inerte in buona compagnia del Comune, a sua volta inadempiente rispetto ad un analogo ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale nel giugno 2014) – arriva a qualche giorno dalla delibera con cui (dopo 14 anni) la Regione Sardegna ha autorizzato la perimetrazione di un’area di circa sei ettari all’interno della zona portuale di Cagliari. Un atto che avrebbe dovuto finalmente dare gambe alla zona franca doganale cagliaritana.

Insomma, nonostante il presidente della Cagliari Free Zone Piergiorgio Massidda (oggi candidato sindaco alle prossime comunali) abbia spesso detto che molte importanti società internazionali sono interessate ad investire a Cagliari, il Comune e la Camera di Commercio si mostrano del tutto disinteressate alla questione. Perché?

Sulla base delle migliori esperienze di uguali caratteristiche (come Barcellona), la compagine di indirizzo e gestione della Società deve essere formata dalla Città capoluogo (con la presidenza del Sindaco), dalla Regione, dall’Autorità portuale, dal Cacip, dall’Università e, appunto dalla Camera di Commercio“, scrive Lobina, ricordando i grandi benefici economici che una zona franca bene organizzata potrebbe apportare a Cagliari e alla Sardegna. “Non si comprende la decisione del Commissario straordinario della Camera di Commercio, che peraltro ha agito in eccesso di potere rispetto alle previsioni di legge e ai limiti imposti dal decreto di nomina del presidente Pigliaru”.

Il Punto franco doganale costituisce un preciso impegno della Giunta regionale di Francesco Pigliaru, recentemente ribadito con grande enfasi mediatica dagli assessori Raffaele Paci e Maria Grazia Piras – afferma Lobina -: chiediamo allora al presidente Pigliaru di chiarire quale sia l’iter di attuazione del punto franco doganale di Cagliari, di motivare il comportamento del Commissario straordinario della Camera di Commercio e infine di intervenire perché venga ritirata la determinazione per la parte che si riferisce alla partecipazione della Camera alla Zona Franca di Cagliari S.c.p.A. Se questo non si facesse sarebbe solo l’ennesimo grande imbroglio a danno dei cittadini sardi”.

Intanto ieri si è celebrato il secondo anniversario del Ciclone Cleopatra che il 18 novembre 2013 ha messo in ginocchio mezza Sardegna colpendo 71 Comuni dell’isola. Per provare ad aiutare i Comuni alluvionati, lo scorso agosto, il Governo Renzi aveva deliberato l’istituzione della zona franca, eppure non risulta ad oggi che le procedure per la perimetrazione delle aree interessate (che doveva essere completata lo scorso 5 novembre) siano state neppure iniziate. E’ un segno evidente, se ce ne fosse bisogno, del fatto che chi amministra la Sardegna non ha alcuna intenzione di far nulla per attuare la zona franca.

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