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La lotta al terrorismo non ammette ambiguità di nessun tipo: chi in Occidente afferma di voler combattere l’estremismo politico e il fanatismo religioso, soprattutto se ricopre incarichi politici o istituzionali, deve far seguire alle parole azioni politiche inequivocabili”. Dopo la strage di venerdì scorso a Parigi il direttivo di Assadakah Sardegna – Centro Italo Arabo e del Mediterraneo ha chiesto alla Regione Sardegna e al presidente Francesco Pigliaru di bloccare qualsiasi accordo con il Qatar, il più grande finanziatore del terrorismo in Siria e in Iraq che si accinge a diventare il più grande investitore della Gallura e sta mettendo le mani sulla sanità e su altri settori dell’economia isolana come il turismo e l’immobiliare.

L’appello di Assadakah Sardegna

assadakahPiangere quelle morti sotto il consolato francese di Cagliari e poi stringere le mani agli emissari della monarchia del Golfo che in pochi anni ha riversato sui tagliagole di al Nusra – il braccio di al Qaeda in Siria – centinaia di milioni di dollari, è ipocrita e non è più accettabile”, dichiara l’associazione Assadakah Sardegna, che da oltre quattro anni sta denunciando il pericolo del terrorismo e dell’estremismo islamico che come hanno dimostrato i fatti di Parigi oggi è in grado di colpire in qualsiasi parte dell’Europa. Anche in Sardegna.

Bisogna spezzare questa contraddizione, tipica dell’Occidente, che continua a concludere affari con i finanziatori del terrorismo islamico. – si legge in una nota di Assadakah Sardegna -. La leva economica data dagli investimenti in settori economici strategici europei da parte di potenze come il Qatar e l’Arabia Saudita deve essere bloccata immediatamente con scelte nette, chiare e responsabili”.

Per questo Assadakah Sardegna chiede alla Regione sarda e al presidente Pigliaru di “bloccare gli investimenti del Qatar nell’isola per dire no al terrorismo, all’estremismo, alla violazione dei diritti umani e per evitare che anche la nostra regione possa diventare un centro di affari nelle mani di una potenza straniera accusata di complicità con i gruppi jihadisti che stanno minacciando la sicurezza globale”.

Dal canto suo il presidente Pigliaru ha affidato ieri al suo profilo facebook alcune riflessioni sugli avvenimenti parigini. “I singoli Stati devono cedere sovranità a un governo federale europeo, non ci sono alternative”, ha scritto, spiegando che “senza un vero governo federale l’Europa non può affrontare le enormi sfide che ha di fronte, né quelle economiche (senza governo federale non c’è una politica fiscale europea), né quella della propria sicurezza interna. Non si può andare avanti con decine di sistemi di sicurezza nazionali pessimamente coordinati fra loro”.

La posizione del presidente è in linea con quanto sta accadendo in questa congiuntura internazionale e spiega più di ogni altra parola quanto la Sardegna sia inerme rispetto a quanto sta succedendo nel Mediterraneo.

Come è successo dopo l’attentato di qualche mese fa alla redazione del Charlie Hebdo l’intelligence europea inizia ad abituarci a rinunciare ad un po’ della nostra libertà. Si riinizia a parlare della Eurogendorf, la famosa super polizia europea controllata dalla Nato alla quale saranno affidati grandi poteri investigativi, svincolata da qualsiasi controllo, parlamentare e giudiziario. E il presidente Pigliaru ci fa capire quanto poco la Regione sarda possa fare per limitare i giochi di guerra che si svolgono in Sardegna e per limitare il carico di servitù militari di cui è gravata la nostra isola.

Ma di fronte alle stragi e al sangue, che quando arrivano vicino fanno ancora più paura, la Regione Sardegna non può fare qualcosa di più?

Non sarebbe opportuno smettere di far partire dall’aereoporto di Elmas armi destinate ai territori di guerra e soprattutto non sarebbe davvero opportuno smettere di fare affari con il Qatar? Per evitare – come sostiene l’associazione Assadakah – “che la nostra regione possa diventare un centro di affari nelle mani di una potenza straniera accusata di complicità con i gruppi jihadisti che stanno minacciando la sicurezza globale”.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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