isee

Hanno stanato sicuramente molti furbetti che negli anni passati erano abituati a dichiarare il falso al Fisco. Ma nello stesso tempo rischiano di creare ulteriori ingiustizie sociali, escludendo delle famiglie effettivamente bisognose dalle prestazioni agevolate. Di fatto, assestando una bordata al diritto allo studio perché – in un momento di grande difficoltà – escludono migliaia di studenti dalle borse di studio e dai fitti agevolati e innalzano le tasse per centinaia di migliaia di universitari italiani. Le nuove regole per la compilazione del modello Isee, infatti – salutate con grande soddisfazione dal Governo – hanno fatto improvvisamente impennare senza alcun apparente motivo i redditi di molte famiglie che si sono ritrovate più ricche senza neppure saperlo.

I nuovi parametri per il calcolo dell’Isee includono infatti anche tutti i redditi familiari esenti dal calcolo Irpef, prevedendo una valorizzazione del patrimonio immobiliare e una minore franchigia per il patrimonio mobiliare. Inoltre calcolano tra i redditi familiari anche quelli degli stessi studenti, comprese le eventuali borse di studio ottenute nell’anno precedente, che vanno a pesare sul calcolo complessivo delle tasse universitarie. Inoltre includono nel nucleo familiare dello studente anche il genitore divorziato anche se non tenuto al versamento degli studenti. Inoltre – e la cosa sta facendo molto discutere le associazioni dei familiari con persone con disabilità gravi che hanno adito le vie legali – conteggia persino gli aiuti economici riconosciuti dallo Stato per la cura, l’accompagnamento e la pensione delle persone con gravi disabilità.

La conseguenza di questo improvviso fittizio arricchimento di molte famiglie è stata l’inattesa esclusione dalle prestazioni sociali a favore delle fasce meno abbienti, anche perché gli enti locali, Regioni, Comuni ed altri enti interessati ad erogare le prestazioni, non sono stati veloci quanto il Governo a ridefinire le soglie entro le quali si può avere diritto alle agevolazioni.

Isee: gli Atenei in piazza

Nelle scorse settimane gli studenti universitari hanno organizzato sit-in di protesta in tutta Italia per contestare i nuovi parametri Isee. Anche a Cagliari, dove circa un migliaio universitari “esodati” saranno quest’anno esclusi dalle borse di studio e dagli alloggi per gli studenti fuori sede rischiando di dover addirittura abbandonare gli studi, ma anche dove tantissimi altri studenti saranno penalizzati dal nuovo Isee perché dovranno pagare tasse molto più alte.

Nell’Ateneo cagliaritano le rivendicazioni degli studenti hanno trovato l’appoggio del Magnifico Rettore Maria Del Zompo e del Senato accademico che, nei giorni scorsi, ha approvato all’unanimità una mozione – che sarà inviata ai due rami del Parlamento e alla Conferenza dei Rettori – in cui si contesta inoltre l’insufficienza degli stanziamenti del Governo per il finanziamento dell’Università, della ricerca, del diritto allo studio e si manifesta il disagio del personale universitario per il blocco di contratti e scatti stipendiali dal 2010.

La mozione del nostro Senato accademico con la delibera del Consiglio degli Studenti è stata spedita a tutti i parlamentari sardi”, ha detto il Rettore Maria Del Zompo esortando ad essere “uniti e intelligenti nelle proposte di modifica dei parametri che penalizzano una parte degli Atenei italiani: anche la Conferenza dei Rettori contesta i criteri Isee, per effetto della mobilitazione a Palazzo Chigi è stato attivato un tavolo tecnico di discussione”.

L’intervento della Regione

Condivido le preoccupazioni manifestate nelle ultime settimane dagli studenti universitari”, ha dichiarato l’assessore della Pubblica Istruzione Claudia Firino, spiegando che la riforma del nuovo Isee “arriva in un momento di generale diminuzione delle iscrizioni universitarie e di preoccupante aumento dei giovani che abbandonano gli studi”.

L’assessore Firino ha assicurato che porterà “una posizione netta nei tavoli nazionali, non appena verrà calendarizzato il tema” e che chiederà “la modifica degli attuali parametri e una definizione dei livelli essenziali di prestazione in materia di diritto allo studio universitario che dia garanzia di pari opportunità di accesso degli studenti sardi ai massimi livelli di istruzione. Questa situazione – ha aggiunto Firino – rischia di frustrare gli importanti sforzi della Regione che hanno portato a un deciso aumento delle risorse a disposizione”. In ogni caso la Firino ha annunciato che le risorse avanzate a causa del mutamento dei criteri di ripartizione saranno investite per venire incontro a tutte le ragazze e ragazzi esclusi quest’anno dai benefici.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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