fondi europei

Settecentoventicinque milioni da utilizzare entro il 2020 e 229 milioni solo nel 2015. Sono i fondi europei che la Sardegna avrà a disposizione con la Programmazione Fesr 2014-2012 per aiutare le imprese dell’isola a creare sviluppo e posti di lavoro. Si riusciranno questa volta a spendere in maniera costruttiva questi soldi ed evitare gli errori del passato che spesso hanno portato allo spreco dei fondi europei, dispersi in mille rivoli e progetti inconsistenti o addirittura restituiti all’Unione Europea perchè le istituzioni regionali non sono state capaci neppure di impegnarli.

Regione SardegnaNei giorni scorsi la Giunta regionale ha promesso che stavolta i fondi europei saranno spesi con più rapidità, che i finanziamenti saranno assegnati con procedure più semplici e automatizzate e che, per garantire una maggire trasparenza, sarà creata una Banca dati per monitorare come i fondi saranno utilizzati.

In una delibera approvata su proposta dell’assessore alla Programmazione e al Bilancio Raffaele Paci, la Giunta regionale ha infatti messo a punto la strategia per mettere a frutto i fondi UE 2014-2020 intitolandola: “Creare opportunità di lavoro favorendo la competitività delle imprese”.

Partendo dalle criticità incontrate nella programmazione 2007-2013 questa strategia dovrebbe servire a utilizzare appieno questa nuova tranche di fondi: come detto 725 milioni di euro disponibili per le imprese fino al 2020 (229 milioni solo nel 2015).

Le linee di spesa dei fondi europei

Schematicamente le linee guida per la spesa dei fondi europei approvate dalla Giunta prevedono tre punti essenziali:

  1. L’istruttoria e l’erogazione delle agevolazioni saranno accelerati con la semplificazione e l’informatizzazione delle procedure, privilegiando le procedure a sportello con modalità automatica;
  2. ci sarà maggiore continuità nella pubblicazione dei bandi per le imprese e saranno premiati i progetti più meritevoli;
  3. le procedure saranno modulate in base alla dimensione dell’impresa, al suo mercato di riferimento e al tipo di intervento proposto.

Gli interventi a valere sui fondi europei saranno finanziati attraverso un apposito “Fondo competitività” istituito presso il Centro regionale di Programmazione e affidato alla Sfirs. I progetti saranno distinti a seconda della loro dimensione finanziaria: fino a 15mila euro, da 15 a 150mila, da 200 a 800mila, da un milione e mezzo a 5 milioni, da 5 a 20 milioni; nella macrocategoria innovazione rientrano interventi da 0 a 5 milioni.

Il monitoraggio avverrà attraverso una Banca Dati in modo da evitare sovrapposizioni e storture nell’erogazione delle risorse. Nelle procedure di istruttoria ed erogazione delle risorse pubbliche il Centro regionale di Programmazione sarà coadiuvato da Sardegna Ricerche per le attività connesse all’innovazione, dal Bic Sardegna per l’incremento degli interventi destinati alla creazione d’impresa, dall’Insar per le attività di formazione e da SardegnaIT per l’implementazione della piattaforma informatica che dovrà selezionare i beneficiari e i destinatari dei fondi europei.

La Regione – ha spiegato Paci – ha l’obiettivo di aiutare le imprese, di qualunque dimensione siano e in qualunque settore operino, puntando soprattutto sull’innovazione e sull’internazionalizzazione. “E’ impensabile continuare a guardare solo ai mercati locali – ha detto -. Bisogna aprirsi al mercato mondiale e su quello imporsi con i nostri prodotti che sono unici al mondo”.

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