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Tv sarde: contributi solo a chi non licenzia

Dovranno aver mantenuto il livello occupazionale negli ultimi tre anni le tv sarde che quest’anno otterranno dalla Regione i contributi per la tutela, la diffusione e la valorizzazione della cultura, della lingua e delle tradizioni della Sardegna. La Regione Sardegna – che ha stanziato con questo obiettivo 2 milioni e 400mila euro a valere sulla legge regionale 3/2015 – ha infatti deciso di intervenire a tutela dei professionisti di un comparto, quello della comunicazione in Sardegna, che sta vivendo una crisi occupazionale senza precedenti. E dunque escluderà dai finanziamenti le emittenti tv sarde che negli ultimi tre anni hanno effettuato dei licenziamenti.

Sardegna 1 Giuseppe GiulianiNiente finanziamenti pubblici legati alla legge sulla diffusione della lingua e della cultura sarda, dunque, per l’emittente cagliaritana Sardegna 1 che un anno e mezzo fa – al termine di una estenuante lotta sindacale – ha licenziato tredici lavoratori: cinque giornalisti, quattro cameraman, due addetti alla produzione, un tecnico e un amministrativo. E niente finanziamenti, ovviamente, per l’emittente olbiese Cinque Stelle TV che lo scorso maggio è stata letteralmente smantellata dall’editore Gianni Iervolino che ha presentato la procedura di concordato preventivo presso il Tribunale di Tempio licenziando due giornalisti, un cameraman e un tecnico dopo una cassa integrazione durata ben undici mesi. Emittente che oggi è scomparsa dal digitale terrestre. I contratti di solidarietà, attualmente mantenuti per i soli operatori, non dovrebbero invece escludere dai contributi la più prestigiosa delle tv sarde, Videolina.

I contributi per le tv sarde

La Regione – prendendo atto di una situazione di crisi generalizzata che non riguarda solo le tv sarde ma nel complesso tutto il mondo dell’informazione isolana – parrebbe dunque inaugurare una stagione virtuosa in cui i contributi pubblici verranno attribuiti esclusivamente alle testate che valorizzano la risorsa principale su cui possono e devono contare: i lavoratori e la loro professionalità.

Una posizione, questa, che era stata ribadita con forza lo scorso maggio dal segretario dell’Assostampa Sarda Celestino Tabasso, proprio in occasione della crisi di Cinque Stelle Tv. “Il proprietario della Tv Cinque Stelle Sardegna continua a firmare licenziamenti contrari alla legge e alla logica mentre da quasi un anno trascura di pagare correttamente gli stipendi – aveva detto Tabasso -. Il sindacato dei giornalisti domanda pubblicamente alla Regione Sardegna: è questo il genere di azienda editoriale che si intende sovvenzionare con i soldi dei contribuenti, in nome del pluralismo e della democrazia?”.

Questa posizione sembra sia stata finalmente recepita dalla Regione. La delibera approvata ieri dall’esecutivo prevede infatti che le società beneficiarie siano iscritte al Roc, il registro degli operatori della comunicazione, siano costituite da almeno 36 mesi, e come detto, abbiano mantenuto il livello occupazionale negli ultimi tre anni.

Quanto alle graduatorie, l’amministrazione regionale ne definirà due: una per le emittenti che hanno una copertura di segnale non inferiore al 60% del territorio, e l’altra per chi è sotto questa percentuale. Per ottenere il finanziamento – che riguarderà solo progetti realizzati dopo la pubblicazione del bando – le tv sarde dovranno inoltre avere una redazione dotata di giornalisti e personale tecnico e amministrativo con contratto a tempo indeterminato, un direttore responsabile di testata e aver trasmesso quotidianamente nei due anni precedenti programmi informativi autoprodotti e di rilevanza locale.

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