beni di pregio

Beni minerari dismessi, magazzini merci, uffici e appartamenti dei capostazione, case cantoniere e stazioni ferroviarie dismesse. Ma anche ville e dimore storiche, compendi militari dismessi, immobili delle ex saline e delle zone umide e tutto il patrimonio immobiliare dell’ex Isola, utilizzato in passato per esporre i prodotti degli artigiani e degli artisti sardi o per erogare servizi per lo sviluppo dell’imprenditoria. Tutti questi beni di pregio di proprietà regionale, che potrebbero essere recuperati e valorizzati a fini museali, culturali, turistici o produttivi, saranno ceduti in concessione gratuita per un periodo non superiore ai 25 anni ai Comuni o alle Unioni di Comuni che ne faranno richiesta.

Beni di pregio in concessione ai Comuni

Regione Sardegna
Il palazzo della Regione in viale Trento a Cagliari

Su proposta dell’assessore agli Enti Locali Cristiano Erriu la Giunta regionale ha approvato il criteri di ripartizione e le modalità di funzionamento del Fondo per il finanziamento della progettazione e la realizzazione di queste opere di competenza degli enti locali che ha una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro che dovranno essere impegnati entro il 2015 per il maquillage dei beni di pregio.

Al fondo regionale potranno accedere tutti i Comuni (anche in forma associata) e le Unioni di Comuni della Sardegna i cui progetti rientrano nelle linee strategiche del Programma regionale di sviluppo 2014-2019.

La Regione pubblicherà nelle prossime settimane l’avviso per la presentazione delle manifestazioni di interesse. La delibera, che sarà ora trasmessa per l’approvazione alla terza commissione del Consiglio regionale, rappresenta, ha spiegato l’assessore Erriu, “un’opportunità per le amministrazioni locali che, attraverso queste risorse, potranno restituire ai cittadini immobili di un certo pregio e creare nuovi posti di lavoro“.

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