migranti ganau

La Sardegna è poco popolata e nei prossimi trentacinque anni perderà un altro mezzo milione di abitanti: i migranti potrebbero essere una grande opportunità per combattere lo spopolamento di un territorio dove solo il quindici per cento della terra irrigua è coltivata. Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, che questa mattina ha ricevuto una delegazione di migranti che – insieme all’Unione Sindacale di Base e al Cagliari Social Forum – hanno protestato sotto il palazzo del Consiglio per chiedere alla politica sarda un intervento per accelerare le procedure di concessione del diritto d’asilo e dei permessi di soggiorno per lasciare il centro di accoglienza di Elmas.

I migranti sarebbero un valore aggiunto per una civiltà destinata a diventare multietnica, multiculturale e multi religiosa”, ha detto Ganau assicurando che in Consiglio ci sono sensibilità e attenzione rispetto a questi temi: l’obiettivo – ha spiegato ai migranti – è quello di costruire politiche di accoglienza e opportunità di lavoro per i sardi e gli immigranti con bandi specifici aperti a tutti».

La polemica sui migranti

Consiglio regionale PigliaruImmediata e durissima la reazione dell’opposizione. Paolo Truzzu e Gianni Lampis, consiglieri regionali di Fratelli d’Italia-An, hanno ricordato polemicamente al presidente Ganau come solo negli ultimi cinque anni ben 6.600 sardi abbiano lasciato l’isola per sfuggire alla fame e alla mancanza di lavoro.

Secondo i consiglieri di FdI, che hanno parlato senza mezzi termini di “sostituzione etnica della popolazione”, la sinistra si disinteressa ai problemi dei sardi, mentre si dà tranquillamente il via libera ai nuovi cittadini che – hanno dichiarato Truzzu e Lampis – “sono già una risorsa economica per coop e associazioni varie e che lo saranno sempre più per quelle forze politiche che cercano nuovi bacini elettorali”.

La strategia – secondo i rappresentanti del centrodestra – è quella di “sostituire i sardi con un nuovo popolo senza identità, senza passato e che quindi si accontenterà di meno diritti. Combatteremo senza timore questo disegno buonista – hanno assicurato i consiglieri regionali – che è ancora più spregevole in quanto nasconde dietro propositi umanitari la soluzione finale di disintegrare il tessuto sociale sardo”.

Una considerazione super partes: come si può puntare sui migranti per ovviare allo spopolamento della Sardegna quando proprio i migranti sono i primi a volersene andare perchè neppure loro vedono nella nostra isola alcuna prospettiva per costruire il loro futuro. Di quale integrazione stiamo parlando? 

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