Expo Milano

Pasta tradizionale, agnello di Sardegna Igp, pecorino Sardo, pecorino Romano e Fiore sardo Dop. Le eccellenze gastronomiche dell’isola sono state protagoniste, nei giorni scorsi, dell’ultima iniziativa organizzata dalla Regione Sardegna nell’ambito di Expo Milano. Una presenza, quella sarda, che ha avuto come leitmotiv lo slogan “Sardegna, Isola della qualità della vita”.

I primi piatti tradizionali della Sardegna, grande veicolo per diffondere anche il consumo di altri prodotti agricoli sardi altrimenti di difficile promozione come il carciofo spinoso o lo zafferano, sono stati al centro della rassegna “Cibi della salute dalla terra dei centenari” che ha chiuso ufficialmente le iniziative sull’agroalimentare organizzate dalla Regione sarda all’Expo Milano.

La Sardegna ad Expo Milano

Qualità del cibo e qualità dell’ambiente, in modo da veicolare un’idea della Sardegna che non sia solo una meta di viaggio ma anche un posto ideale per vivere: è stato soprattutto questo il messaggio che in questi mesi le istituzioni regionali hanno usato per promuovere e comunicare le eccellenze sarde e far conoscere la nostra regione in campo internazionale sfruttando le opportunità dell’Expo Milano. D’altronde la presenza della Sardegna nella cosiddetta blue zone, cioè nell’area con la più alta concentrazione di centenari, è indubbiamente dovuta, oltre che all’ambiente, anche alla varietà e alla qualità dei cibi consumati nella nostra isola.

Ma il cibo e l’ambiente, per quanto essenziali, non sono le sole cause della qualità della vita in Sardegna. Per questo, la presenza dell’isola all’esposizione milanese non si è limitata solo ad una vetrina dei prodotti enogastronomici. In questi mesi sono state messe in mostra anche le produzioni artigianali tipiche dell’isola. E anche nell’ultimo week end, nei chiostri di San Barnaba, sono stati esposti i prodotti di una prestigiosa delegazione di imprese artigiane sarde, soprattutto provenienti dal Nord Sardegna: prodotti della ceramica, del tessile, del marmo, della pietra, del ferro battuto e del sughero.

La qualità della vita in Sardegna – si legge in un comunicato che segnala la partecipazione delle aziende artigiane all’esposizione milanese – si trova infatti anche nei prodotti dell’artigianato che esprimono “un legame inscindibile fra arte e territorio ed esprimono la cultura, la storia e l’identità della Sardegna”.

Ora, con la chiusura dell’esposizione di Milano, si cercherà di capire – al di là delle conferenze e dei comunicati stampa – quale sarà il concreto ritorno economico per la Sardegna di questa partecipazione ad Expo Milano. Dal principio la Regione Sardegna aveva specificato che il significato della presenza della Sardegna al’esposizione meneghina non era in alcun modo legato alla presenza fisica delle aziende sarde negli spazi espositivi. Quel che si voleva veicolare ed esportare all’estero, era stato anticipato, era una idea di Sardegna come terra dove vive bene, in modo da favorire gli arrivi dei turisti internazionali (che sempre più stanno scegliendo la Sardegna come méta delle loro vacanze) e soprattutto favorire l’esportazione dei prodotti tipici sardi.

Insomma Expo Milano, che si chiuderà ufficialmente il 31 ottobre, potrebbe essere un punto di partenza perché le piccole imprese artigiane sarde, notoriamente chiuse e poco propense all’export, riescano finalmente ad aprirsi all’esterno, coltivando relazioni e scambi commerciali con i mercati internazionali e possibilmente facendo anche un po’ di rete tra loro.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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