Supermercato

C’è una grande incongruenza nell’economia internazionale. Da un lato i media ci dicono che tra qualche anno la popolazione mondiale aumenterà a dismisura e ci fanno il lavaggio del cervello sostenendo che per sfamare tanta gente bisognerà abituarsi a mangiare anche gli insetti. Dall’altro lato le catene della grande distribuzione alimentare continuano a buttare senza ritegno una quantità enorme di cibo. In Europa un punto vendita della grande distribuzione getta mediamente nei cassonetti della spazzatura 40 chilogrammi di prodotti alimentari assolutamente commestibili. E questo spreco immane in Italia ha un valore di 8 miliardi di euro all’anno che potrebbero essere utilizzati per sfamare chi ha bisogno di assistenza.

La legge francese anti spreco

povertà sprecoQualche mese fa è stata la Francia, paese in cui lo spreco alimentare ammontava addirittura a 20 miliardi di euro all’anno, a varare una legge ad hoc dopo una enorme mobilitazione popolare che si è tradotta in una petizione firmata da 200mila persone.

La legge francese anti spreco, approvata all’unanimità dal Parlamento transalpino, impone a tutti i supermercati che hanno una superficie superiore a 400 metri quadri di fare delle convenzioni con gli enti no profit che si occupano dell’assistenza alle persone indigenti in modo da donare a questi enti tutti i prodotti in scadenza o invenduti che in caso contrario finirebbero nella spazzatura. Quanto ai prodotti avariati e non più commestibili, la legge francese impone che vengano usati per il compostaggio agricolo o per finalità energetiche. Chi non rispetta le nuove prescrizioni rischia multe salatissime, a partire da 75mila euro, o addirittura una condanna fino a 2 anni di carcere.

Dall’esperienza francese ha preso spunto una iniziativa partita in sordina dal pc di un cittadino di Siena che nel giro di pochi mesi ha raggiunto addirittura 680 mila sostenitori. L’obiettivo? Spingere il Parlamento Europeo e il Governo italiano a fare i passi necessari per evitare questo spreco enorme e per destinare il cibo commestibile a chi ne ha effettivamente bisogno. La petizione italiana si può firmare utilizzando questo link. Si può cliccare qui per la petizione europea.

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