Pellegrini

Per quattrocento chilometri si snoda attraverso chiese e chiesette del Sulcis, tra siti minerari dismessi, vecchie mulattiere e ferrovie che in passato venivano usate per trasportare i metalli. Il Cammino di Santa Barbara è uno dei modelli di eccellenza del turismo religioso individuati dal ministero dei Beni culturali in occasione del Giubileo straordinario proclamato da Papa Francesco per il 2016. Il percorso religioso sulcitano è stato scelto insieme alla via Francigena e ai percorsi di San Francesco e di San Benedetto che domattina saranno presentati a Roma, nella sala della biblioteca di Castel Sant’Angelo nel corso di una conferenza stampa ufficiale. Il 2016, oltre ad essere l’anno del Giubileo straordinario proclamato dal Papa dovrebbe essere l’anno dei cammini e dovrebbe segnare, nelle speranze della Regione Sardegna, la consacrazione definitiva del turismo religioso e gli itinerari storico-religiosi dell’isola.

Santa Barbara e gli altri cammini sardi

“L’itinerario è simbolo di sostenibilità e trasversalità”, spiega in una nota l’assessore al Turismo Francesco Morandi che domani illustrerà a Roma le potenzialità del Cammino di santa Barbara e degli altri cammini sardi alla presenza del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini.

Come è stato anticipato nei giorni scorsi in occasione della presentazione del film sulla vita di Fra Nicola Da Gesturi, la Regione è dunque intenzionata a promuovere in maniera massiccia il turismo religoso, per intercettare i tanti turisti che, in tutto il mondo, viaggiano alla ricerca delle mete dello spirito. Per questo si cercherà di coniugare la valorizzazione e la salvaguardia dell’integrità del patrimonio culturale religioso e spirituale dei cammini della Sardegna con lo sviluppo complessivo del territorio in modo da coinvolgere le comunità e le imprese nella produzione di beni e servizi per i turisti.

In quest’ottica è da intendere ad esempio la costruzione del grande santuario che sarà realizzato a breve nel territorio di Gesturi in onore del Beato Nicola e sarà dotato di moderni servizi per l’ospitalità e la ristorazione dei pellegrini.

Cammini, ha spiegato più volte l’assessore Morandi, significa per la Regione anche sentieri, ippovie, ciclovie: “Per completare il nostro progetto di valorizzazione di queste iniziative – ha detto l’esponente della Giunta Pigliaru – occorrerà una stretta sinergia fra tutte le amministrazioni locali con la regia regionale e la strutturazione di un’offerta capace di posizionarsi sui mercati del Centro e Nord Europa”.

Oltre a quello sulcitano di Santa Barbara, la Sardegna può contare anche su altri cammini: quello da Sinnai a Cagliari in onore della Madonna di Bonaria, quello di San Giorgio vescovo di Suelli dalla Trexenta alle Baronie, quello di Santu Jacu che dal Campidano di Cagliari arriva sino alla Barbagia e infine, nuovo entrato, quello di Sant’Efisio che da Cagliari arriva sino a Pula. Inoltre sta per essere varato anche un piano per valorizzare le destinazioni di pellegrinaggio che coinvolgerà i comuni di Dorgali, Galtellì, Gesturi, Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant’Antioco.

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