Consiglio regionale sardegna

Un fondo regionale di 20 milioni di euro annui per aiutare le famiglie sarde. Lo prevede una proposta di legge presentata nelle scorse settimane consiglieri regionali del Partito Democratico, primo firmatario Lorenzo Cozzolino. Il fondo servirà a finanziare degli interventi a tutela della maternità e a salvaguardare la procreazione e i nascituri. Una parte delle risorse saranno destinate alla crescita dei bambini e degli adolescenti, ai nuclei familiari numerosi, cioè con almeno quattro figli a carico minori di 25 anni, e alle famiglie che si trovano in difficoltà a causa del decesso e della perdita di lavoro di uno dei genitori. Inoltre la proposta di legge prevede contributi per abbattere il costo dei mutui e quelli dell’asilo nido nonché provvidenze per la formazione professionale, l’inserimento o il reinserimento lavorativo.

Il fondo regionale per le famiglie

fondo famiglia sardegnaIl “Fondo regionale per le famiglie”, nel quale la proposta di legge n. 260 del 25 settembre 2015 prevede confluiscano tutte le risorse indirizzate al finanziamento dei progetti, delle attività e degli interventi a favore delle famiglie sarde, avrà per il 2015 una capienza di 20 milioni di euro e sarà gestito dall’Assessorato regionale dell’igiene, sanità e politiche sociali.

La relazione dei consiglieri regionali che propongono la creazione del fondo trae spunto dai dati dell’Osservatorio politico dell’Associazione famiglie numerose che ha rilevato il costo medio di un figlio, prendendo in considerazione alcuni parametri riferibili all’alimentazione, al vestiario, all’istruzione nella scuola dell’obbligo e al tempo libero.

Dai dati – si legge nella relazione – emerge che il costo medio annuo di un figlio si aggira sui 9mila euro. Una cifra che non consente a una coppia con un reddito netto di 1.200 euro mensili di potersi permettere di mantenere un figlio.

Una situazione – scrivono i proponenti – che è destinata a creare seri contraccolpi per l’Isola anche nell’immediato futuro, dove si registrerà un decremento demografico assai marcato che porterà la media della nostra popolazione a un tasso d’invecchiamento elevato. Tanto che nel 2050, gli stessi dati dell’Osservatorio, prevedono che il 15 per cento della popolazione avrà meno di 14 anni e il 30 per cento supererà i 60 anni. A incidere negativamente sulle politiche familiari nella nostra Isola è anche il fenomeno dell’abbandono scolastico che raggiunge punte da record, il 36,2 per cento, contro una media nazionale del 27 per cento. Per non parlare poi della disoccupazione giovanile che tocca punte del 42,4 per cento nella popolazione che va fra i 15 e i 24 anni.

È chiaro – avvertono i consiglieri regionali – che se non interverranno provvedimenti volti a sostenere il ruolo e la funzione della famiglia, la sua tutela economica, giuridica e sociale la situazione è destinata a peggiorare, determinando un depotenziamento del compito che la stessa ha sempre svolto nella società. Il compito dei genitori nella famiglia verrà così messo in serio pericolo, non soltanto per quanto riguarda il mantenimento economico dei figli, ma anche per quanto attiene la loro formazione culturale e spirituale. La mancanza di serenità economica, infatti, comporta contraccolpi che minano la possibilità per i genitori di assicurare il necessario contributo affettivo e di esperienza di vita determinante per lo sviluppo della personalità dei figli minori”.

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