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Nuorese: la Confindustria lancia l’allarme

Nel Nuorese tra il 2008 e il 2014 quasi un’impresa su due è stata costretta a chiudere i battenti. Ma a preoccupare gli addetti ai lavori è soprattutto il calo demografico inesorabile che nel corso degli ultimi decenni ha impoverito il territorio: dal 2001 ad oggi la provincia ha perso un abitante su cinque. Questo vuol dire tantissime abitazioni abbandonate, una popolazione sempre più anziana ed un mercato del lavoro asfittico, nonostante i dati ottimistici dell’Istat facciano pensare il contrario. A lanciare l’allarme è stato il presidente nazionale di Confindustria, Giorgio Squinzi, che oggi ha partecipato alle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Confindustria di Nuoro e Ogliastra.

Il rapporto annuale dell’Istat inserisce buona parte dei sistemi locali del lavoro di questa area nel gruppo del “Mezzogiorno interno” – ha detto il presidente della associazione degli industriali spegando che si tratta di “aree che si vanno spopolando, con un’alta quota di abitazioni non occupate, una popolazione strutturalmente anziana e un mercato del lavoro asfittico. E’ proprio questo spopolamento – ha spiegato il numero uno degli industriali – a mantenere il tasso di occupazione paradossalmente più alto della media regionale e del Mezzogiorno: un valore apparentemente positivo, ottenuto però a un costo molto alto”.

Eppure, ha aggiunto Squinzi, “il tessuto produttivo locale, anche se ferito dalla crisi e ridotto nelle dimensioni, mantiene la sua vitalità. Le eccellenze del territorio, dal marmo all’agroalimentare di qualità, dal turismo alle imprese della filiera culturale, resistono e hanno voglia di futuro. Un futuro sul quale tutti noi confidiamo“.

Pigliaru rassicura Confindustria

Il commento del numero uno di Confindustria sui dati diffusi qualche settimana fa dall’Istat hanno ovviamente provocato la replica del presidente Francesco Pigliaru, intervenuto alla assemblea insieme agli assessori regionali dell’Industria Maria Grazia Piras e della Sanità Luigi Arru.

Lo sviluppo si può riassumere nel coraggio di fare scelte. Noi stiamo lavorando e i risultati iniziano a vedersi, non chiedo sconti per nessuno“, ha affermato Pigliaru che, in replica alle affermazioni del presidente di Confindustria Squinzi, ha elogiato la politica per il Mezzogiorno del Governo Renzi. Innanzitutto sull’istruzione, presupposto indispensabile per colmare il divario tra nord e sud dell’Italia, per la quale – si legge in una nota – la Regione sta chiedendo con forza di calcolare gli organici delle scuole sulla base delle difficoltà di affrontare, e poi legalità, infrastrutture e costo del lavoro.

Questo Governo ha l’occasione storica di risolvere il problema del Mezzogiorno”, ha affermato Pigliaru prima di rispondere alle questioni poste dal padrone di casa, il presidente di Confindustria Sardegna Centrale Roberto Bormioli (che gli ha consegnato un documento con le proposte dell’associazione per il rilancio del Nuorese e dell’Ogliastra), specificando che “la Giunta sta facendo riforme importanti, su cui non tornerà indietro, per evitare sprechi e migliorare i servizi, come sta avvenendo in sanità, con la rete ospedaliera, e sugli Enti locali: “abbiamo fatto anche in questo caso una scelta coraggiosa decidendo di chiudere con le Province e puntando sulle Unioni dei comuni, ovvero territori che collaborano, mettono insieme competenze e progettualità“.

Pigliaru ha poi rassicurato Confindustria spiegando che ci sono 700 milioni dalla programmazione unitaria per le imprese e 130 milioni destinati all’edilizia scolastica. Per poi passare alle questioni delle infrastrutture e dell’energia, molto sentite dagli imprenditori. “Sui trasporti siamo insoddisfatti dell’attuale sistema di continuità e stiamo chiedendo al Governo un intervento rapido – ha detto alla platea di Confindustria -. Vogliamo inoltre tempi di percorrenza civili, ferrovie veloci per le quali presto avremo in azione i treni nuovi e un sistema di aeroporti ben collegati tra loro. Sul metano invece abbiamo aperto più opzioni. Vogliamo che venga valutata con la massima attenzione l’ipotesi di un collegamento dalla Toscana alla Sardegna, alle stesse condizioni in cui il metano è stato portato nel resto dell’Italia. Ma poiché per questo ci vorrà del tempo, nel mentre possiamo avere subito il Gnl. Il metano deve arrivare presto e il Governo deve fare la sua parte mettendo le risorse e creando il quadro normativo chiaro e preciso”.

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