Zuncheddu: Pigliaru dica no alla Trident Juncture

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Di fronte alle denunce dei sardi, di associazioni e movimenti, in testa il Comitato Gettiamo le Basi, si sollecita il Presidente Pigliaru a non sottovalutare la portata dell’evento e avvalendosi del diritto di opposizione, previsto dalla Legge, a impugnare il decreto a salvaguardia dell’Isola. Lo scrive l’esponente di Sardigna Libera Claudia Zuncheddu a proposito dell’esercitazione della Nato Trident Juncture in programma nei poligoni della sardegna che fino a novembre coinvolgerà le forze armate di numerosi paesi della nato.

Zuncheddu: la Regione si opponga al decreto

La Nato, con una delle più imponenti esercitazioni militari del dopoguerra, la Trident Juncture, mette la Sardegna al centro della strategia delle esercitazioni di una possibile guerra mondiale – scrive Claudia Zuncheddu -. La Nato, oggi strumento privilegiato delle politiche degli Usa nei processi di destabilizzazione degli equilibri mondiali, nonché degli alleati del Medio Oriente, da Israele alla Turchia, all’Arabia Saudita e ad altri Stati, si pone in netto contrasto con gli interessi degli alleati europei e del mondo islamico non ostile all’Europa.

“L’Italia ancora una volta subalterna agli Usa, già nel 2013 offrì il proprio sostegno per le esigenze strategiche e di addestramento di guerra al centro del Mediterraneo garantendo il supporto di basi e poligoni in Sardegna. Oggi l’Isola sarà investita dalle esercitazioni più pesanti e mai viste in precedenza”, aggiunge l’esponente di Sardigna Libera sollecitando il presidente Pigliaru ad avvalersi del diritto di opposizione e ad impugnare il decreto. “Dei 15 giorni previsti per il ricorso al Consiglio dei Ministri, ne sono già passati dieci – avverte Zuncheddu -. La Regione Autonoma della Sardegna non può rassegnarsi e sostenere che “il Ministero della Difesa ha approvato in via definitiva il Decreto e nulla si può fare”. Il Decreto è del 25 settembre e solo dopo quattro giorni sono iniziate le esercitazioni, in violazione della L. 898/76, L. 104/1990, che prevedono 15 giorni per eventuali opposizioni. Il Presidente Pigliaru per la lentezza e la debolezza delle sue azioni, ha di fatto impedito che il processo di Quirra si concludesse a favore dei sardi, agevolando ancora una volta i tempi lunghi e con ciò gli interessi dello Stato. I sardi – conclude Claudia Zuncheddu – non vorrebbero che si ripetesse quell’errore”.

Redazione Blogosocial

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