Sanità

Le dichiarazioni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin sulla spesa sanitaria e le sue preoccupazioni sui costi delle prestazioni mediche nelle Regioni fanno esplodere la polemica. Poche parole, pronunciate a margine del 71° Congresso Nazionale dei Medici di Base che si è svolto a Chia hanno riacceso il dibattito sulla spesa sanitaria regionale lievitata negli ultimi anni fino ad oltre 3 miliardi di euro e che ora la giunta regionale intende tamponare riorganizzando la rete degli ospedali sardi.

La replica al ministro Lorenzin è arrivata direttamente dal Vice Presidente Commissione Sanità in Consiglio regionale Marcello Orrù – che già di recente aveva aspramente criticato la scelta del Governo di tagliare molte prestazioni del servizio sanitario.

La replica al ministro Lorenzin

Orrù ieri si è detto preoccupato perchè la Lorenzin ha “espresso  una chiara e forte rivendicazione di quella politica di tagli ai servizi e depotenziamento delle strutture sanitarie nei territori che il governo Renzi sta portando avanti in tutto il territorio nazionale e che in Sardegna stanno suscitando le giuste proteste di tanti amministratori e popolazioni locali. Le parole del ministro – ha aggiunto – confermano quello che è l’intento del governo: far ricadere sulle sole regioni la responsabilità degli altri costi della sanità ed utilizzare questa leva per sopprimere servizi essenziali per i cittadini.

Secondo il vice presidente della Commissione Sanità, la Lorenzin  fa finta di dimenticare che in Sardegna è in atto un durissimo piano di ridimensionamento della rete ospedaliera che sta privando i cittadini di tante zone disagiate di servizi essenziali e spesso di quei servizi destinati alle fasce più deboli. Si tagliano i posti letto negli ospedali delle zone più periferiche e distanti dai centri più grossi, si mina il fondamentale diritto alla salute. Vengono depotenziati reparti che negli anni hanno dimostrato numeri di eccellenza.

Le  rosee dichiarazioni del ministro nascondono una politica fallimentare  fatta solo di tagli dall’alto e che mira all’indebolimento del sistema sanitario pubblico: in Sardegna la giunta Pigliaru ubbidisce alla lettera, succube e senza opposizione alcuna, alla volontà dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi che è il vero responsabile di quanto sta accadendo nei diversi territori. La Sardegna rischia lo smantellamento di servizi essenziali ed è messo a rischio il fondamentale diritto di tanti cittadini alla propria salute  E’ un’azione che non può essere tollerata e le cui conseguenze sono già evidenti: si parla di riforme ma in realtà si fa macelleria sociale sulla pelle dei cittadini e delle famiglie”.

Redazione Blogosocial

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