La Giunta regionale intervenga nelle scuole di ogni ordine e grado della Sardegna affinché non venga in alcun modo introdotta la teoria del gender e sia rispettato il ruolo prioritario della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’articolo 26 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori”. E’ quanto si chiede in una mozione presentata dall’opposizione in Consiglio regionale (primo firmatario Paolo Truzzu di Fratelli d’Italia) sull’introduzione di “ideologie destabilizzanti e pericolose per lo sviluppo degli studenti, quali l’ideologia gender nelle scuole della Sardegna”.

La mozione

Mozione in Consiglio regionaleOggi ci troviamo di fronte ad un’emergenza educativa, in modo particolare per quanto concerne le tematiche dell’educazione all’affettività”, scrivono i firmatari della mozione che hanno chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio regionale ai sensi dei commi 2 e 3 dell’articolo 54 del Regolamento.

In alcuni casi l’educazione all’affettività è diventata sinonimo di educazione alla genitalità, priva di riferimenti etici e morali, discriminante per la famiglia fatta da un uomo e da una donna, che induce una sessualizzazione precoce dei ragazzi”, scrivono i firmatari della mozione che chiedono che le associazioni e gli enti rappresentativi dei genitori vengano adeguatamente coinvolti nei progetti formativi organizzati nelle scuole e finalizzati a contrastare bullismo, violenze, insulti, discriminazioni che in alcuni casi – denunciano – sono “il cavallo di Troia per introdurre progetti di chiara ispirazione ideologica gender” (“La teoria gender – si spiega nella mozione – sostiene che l’identificarsi come uomini o donne non dipende dai caratteri biologici che determinano un corpo maschile piuttosto che un corpo femminile”).

La mozione chiede che “le famiglie siano coinvolte nella predisposizione dei progetti sull’affettività e sulla sessualità e nell’opera di educazione, rendendo i loro contenuti trasparenti ed evitando il contrasto con le convinzioni religiose e filosofiche dei genitori”.

L’azione educativa della scuola – chiedono i firmatari della mozione – deve essere ispirata a due principi: il principio di sussidiarietà per cui il diritto-dovere dei genitori di educare è insostituibile e va sostenuto dallo Stato e il principio di subordinazione secondo cui l’intervento della scuola deve essere soggetto al controllo da parte dei genitori.

La mozione chiede infine che le scuole sarde spieghino ai ragazzi la ragione per la quale la nostra Costituzione, all’articolo 29, privilegia la famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio“, della quale riconosce gli speciali diritti, diversamente da ogni altro tipo di unione, e che gli studenti siano educati “a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica e sociale che ne consegue”.

Redazione Blogosocial

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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