Quirra tridente nato

Il governatore Pigliaru eserciti il diritto di opposizione ai diktat ministeriali e disarmi il Tridente Nato dimostrando che la Sardegna non è una suddita compiacente. E’ questo il messaggio che il Comitato Gettiamo Le Basi ha lanciato al presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru contestando l’esercitazione Trident Juncture iniziata una settimana fa nei poligoni di Quirra, Teulada, Decimo e Capo Frasca e che si concluderà il 6 novembre.

La Sardegna è come sempre il campo  privilegiato delle manovre di guerra ma questa volta fanno le cose in grande”, scrive il comitato Gettiamo Le Basi. “La ricca Europa ha scaricato nel suo sud gli addestramenti di morte che nessuno vuole nel suo territorio e l’Italia a sua volta li ha scaricati nel suo sud e soprattutto nell’isola colonia. Alla Sardegna, infatti, ha riservato il peggio del peggio, i bombardamenti terra, aria, mare a fuoco vivo con vero munizionamento di guerra“.

Il Tridente congiunto della Nato

Il Tridente Congiunto della Nato colpirà la Sardegna con una quantità “mai vista prima”, così promettono, di missili all’amianto, al torio, all’uranio (munizionamento standard di Usa, Francia, Israele e altri Paesi partecipanti) e la miriade di veleni bellici, piombo, mercurio, fosforo, tnt, rdx, octol, criolite, difenilammina, etilcentralite, solo per citarne alcuni – si legge in una nota -. Il Tridente ci porterà, inevitabilmente, la crescita della devastazione ambientale, di leucemie, tumori e malformazioni genetiche eredità di oltre sessant’anni di perenni addestramenti di morte“.

Il comitato coordinato da Mariella Cao rileva che il programma di esercitazioni, che era stato bocciato il 9 luglio dal Comitato Misto Paritetico Stato Regione “ha avuto il via libera della Ministra alla Difesa il 25 settembre“.

La Regione ha 15 giorni di tempo per opporsi e sottoporre il decreto all’esame del Consiglio dei Ministri che ha 90 giorni per pronunciarsi – si legge nella nota -. Però, il 1° ottobre è partita la mega esercitazione Trident che, pertanto, si configura come illegale e abusiva data l’inosservanza delle procedure e dei tempi disposti dalle leggi che regolano la materia (L.898/76, L. 104/1990). L’emanazione del decreto all’ultimo minuto è un volgare trucco da quattro soldi per mettere la Sardegna davanti al fatto compiuto e meglio scipparla del diritto di opposizione e delle prerogative di legge.

“L’assenza di reazioni del Governatore, della Giunta e del Consiglio – prosegue la nota del Comitato Gettiamo le Basi – accende il sospetto che lo scippo sia stato concordato con “lo scippato”. La sudditanza, voluta, della Regione e delle elite di vario grado è comprovata dal ben più grave e nocivo persistere nel fingere d’ignorare l’obbligo imposto al ministro dalla stessa legge di procedere prontamente all’equa ripartizione tra tutte le Regioni del carico militare concentrato in Sardegna in misura iniqua e abnorme (il 60% del demanio militare dell’Italia)”.

Accusando tutti i ministri, dal 1990 ad oggi, di avere “evaso la legge” e la Regione di aver “sempre mascherato l’assenza di azioni istituzionali con il silenzio o con infuocate dichiarazioni stampa su “l’ennesimo schiaffo dello Stato”,  il Comitato Gettiamo Le Basi chiede al governatore Pigliaru di intervenire immediatamente: “demolisca i nostri sospetti con gli atti istituzionali di sua competenza, eserciti il diritto di opposizione ai diktat ministeriali, dimostri che la Sardegna non è suddita compiacente più realista del re, tenga a mente che nel corso della sua storia millenaria non ha mai aggredito altri popoli, è nella sua cultura, codificato nel nostro dna, il principio “Se vuoi la pace prepara la pace”, Oggi ha la possibilità e la capacità di disarmare il Tridente Nato, disarmare la guerra“.

Redazione Blogosocial

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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