San Michele

Gli abitanti del quartiere di San Michele lo hanno ribattezzato Muro di Berlino. Altri lo hanno paragonato al Muro del pianto di Gerusalemme. O a tutte quelle barriere che oggi molti Stati stanno erigendo per arginare l’ondata dei migranti dai paesi medio orientali e  da quelli africani. Il muro di cemento armato largo sessanta centimetri, alto cinque metri e lungo venticinque metri che il Comune di Cagliari sta costruendo in piazza San Michele, proprio davanti al sagrato della parrocchia della Medaglia Miracolosa, sta letteralmente facendo esplodere rivolta all’interno del quartiere.

La muraglia di San Michele

La muraglia, che separa la chiesa della Medaglia Miracolosa dalla piazza San Michele, è stata contestata dai residenti che hanno formato un comitato che ha raccolto già un migliaio di firme. Sono contrari anche gli ambulanti e i commercianti che quotidianamente lavorano nella piazza e anche le autorità ecclesiali sollecitano la revisione del progetto e chiedono di smantellare il muro che, di fatto, trasforma la parrocchia in una sorta di “chiesa-bunker”.

La questione è approdata nei giorni scorsi anche in Consiglio regionale con una interrogazione del consigliere di Forza Italia Edoardo Tocco, profondo conoscitore delle problematiche di quel quartiere di San Michele per essere stato a lungo presidente della seconda Circoscrizione.

Questo intervento rende la piazza una vera e propria oscenità dal punto di vista dell’immagine turistica” scrive Tocco che chiede, visto che l’opera non è stata ancora conclusa, il blocco immediato dei lavori e la demolizione di un muro “che, di fatto, trasforma la parrocchiale della Medaglia Miracolosa di piazza San Michele in una sorta di “chiesa-bunker”, inaccessibile e lontana da fedeli, cittadini e turisti: occorre solo il filo spinato lungo tutta la muraglia in cemento armato per trasformarla in un fortino blindato”.

Nell’interrogazione, Edoardo Tocco chiede al Presidente della Regione Francesco Pigliaru e all’Assessore regionale dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda di “valutare tutti gli interventi atti a bloccare la realizzazione della muraglia, evitando la costruzione di un monumento osceno” e “verificare se sia possibile anche la demolizione completa dell’opera, disegnando un altro progetto in grado di riqualificare l’immagine della piazza e non offendere così uno dei siti più frequentati dagli abitanti”.

Insomma, un nuovo progetto per abbellire piazza san Michele, ma senza la presenza del “muro del pianto” davanti alla chiesa.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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