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Agricoltura: Coldiretti sul piede di guerra

Si chiama Refresh. E’ la riclassificazione dei suoli agricoli voluta dalla Comunità Europea che stabilisce quali zone agricole sono interessate dai contributi pubblici e quali no. Questa rimappatura penalizza gli agricoltori isolani perché considera non “eleggibili”, cioè non interessate dai contributi pubblici, molte zone di pascolo che invece in Sardegna sono normalmente utilizzate per il pascolo del bestiame. In pratica secondo questa rimappatura le zone estromesse dai contributi sarebbero passate in Sardegna dai circa 291mila ettari del 2010 a quasi 566mila ettari.

Della questione Refresh e dei ritardi nei pagamenti agli agricoltori si è parlato nell’assemblea interprovinciale di Nuoro Ogliastra della Coldiretti che ha deliberato un vero e proprio ultimatum al Presidente della Giunta regionale Francesco Pigliaru.

L’assemblea della Coldiretti

Andremo con le aziende colpite dal refresh – ha detto il presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra Simone Cualbuper dimostragli ancora una volta che non si tratta di un problema inventato dalla Coldiretti e non sono numeri vuoti, ma affliggono gli allevatori in carne ossa”.

La Coldiretti si scaglia contro una “politica sorda e burocratizzata, lontana dai problemi concreti che tormentano il mondo del lavoro agricolo” e elenca un lungo cahier de doleance composto da problemi che secondo l’associazione di categoria “si stanno incancrenendo non avendo una rappresentanza politica in Giunta”.

Grazie al nostro intervento direttamente presso il ministero della Politiche agricole – ha spiegato il presidente regionale della Coldiretti Battista Cualbusiamo riusciti a far riconoscere le peculiarità dei nostri pascoli, dove gli animali pascolano anche sotto le chiome degli alberi e la macchia mediterranea. Anzi sono quelli che rendono i nostri pascoli, e dunque la carne, il latte e i suoi derivati particolari ed unici”.

Riconoscimento che però, sottolinea Coldiretti, vale soltanto a decorrere dal 2015. L’inghippo che sta dannando gli allevatori riguarda le domande dal 2011 al 2014. “Adesso deve intervenire la politica – ha rimarcato ancora Cualbu – affinché questa deroga sia retroattiva. Cioè che valga anche per il quadriennio che va dal 2011 al 2014, in cui sono concentrate tutte le domande bloccate a causa della nuova rilevazione foto aerea”.

In soldoni (la partita è in capo ad Agea, l’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura) stando ai dati forniti dalla Regione Sardegna le anomalie riguardano 377 aziende sarde che hanno presentato 622 pratiche riferite alle annualità 2011-2012-2013 per un totale di circa 1 milione e 124 mila euro (per lo stesso triennio sono stati erogati alle aziende sarde circa 420 milioni per 120 mila pratiche andate a buon fine).

Secondo Coldiretti si tratta di un pasticcio burocratico relativo a domande presentate con le vecchie regole, ma che non rispettano le nuove dettate dal refresh del 2013 che, come detto, hanno modificato le superfici che possono usufruire dei premi comunitari.

Alla fine la direzione da seguire è stata unanime. Una delegazione di allevatori chiederà udienza al presidente Pigliaru. “Ma – ha chiuso il presidente regionale della Coldiretti interpretando la volontà dei numerosi presenti che hanno affollato la sala della Camera di Commercio – non è più tempo di fiducie a lungo termine, il problema va risolto nel più breve tempo possibile, altrimenti andremo insieme a tutti voi a Cagliari”.

Proprio sulla situazione dell’agricoltura sarda, sul “Refresh” e sulla questione sul gasolio agricolo a prezzo pieno verte una mozione presentata in Consiglio regionale dal capogruppo regionale di Area Popolare Gianluigi Rubiu. “Le campagne isolane sono strette nella morsa di una crisi difficile da arginare – sottolinea – Non basta la stagnazione economica. Le emergenze che attanagliano gli operatori sono ormai annose. Dalla giunta non è sinora arrivata nessuna risposta”.

L’elenco delle criticità è lunghissimo. “Si inizia dal caso Refresh – puntualizza Rubiu – con un’interpretazione ultra restrittiva nell’attribuzione dei codici di pascolamento, cioè dei codici di utilizzo del suolo, che non rispecchiano la realtà sarda caratterizzata da un’alta estensione della macchia mediterranea. Ne scaturisce la conseguente esclusione dai premi di migliaia di ettari di terra. Una beffa. E molti agricoltori sarebbero anche costretti a restituire le risorse già ricevute in seguito a questi parametri”. Non solo. “Tantissimi operatori rurali hanno i premi comunitari bloccati  dal 2008, cioè da 7 anni. E’ un’emergenza che merita priorità assoluta. La Regione non può permettersi di non venire incontro a queste difficoltà che se risolte porterebbero beneficio a tutta l’economia sarda – aggiunge Rubiu – Il comparto non è più in grado di reggere il forte ritardo dei pagamenti dei premi della Pac stimato in decine di milioni di euro”. Ecco perché è necessaria un’azione forte ed incisiva dell’esecutivo. “Non tralasciamo il gasolio agricolo, pagato a prezzo pieno per le inefficienze della Regione e altre criticità che ostacolano la ripresa dell’agricoltura isolana – conclude Rubiu – Occorrono provvedimenti urgenti per far uscire l’agricoltura dal pantano in cui si trova”.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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