eugenia vacca

Il suo desiderio era quello di trascorrere gli ultimi giorni insieme al suo unico figlio che da vent’anni si era dovuto trasferire ad Olbia insieme alla famiglia. Lo scorso novembre la signora Eugenia Vacca, 83 anni, ha scoperto di avere un brutto male. Negli ultimi giorni la situazione si è aggravata e la signora è stata ricoverata all’ospedale cagliaritano Santissima Trinità. Suo figlio ha cercato in tutti i modi di far trasferire la mamma Eugenia in una struttura assistenziale di Olbia, sperando di avere il tempo per poterla curare da vicino. Ma si è dovuto scontrare con un sistema farragginoso che rende difficile il trasferimento di un malato terminale da una Asl all’altra della Sardegna.

La malattia però è stata più veloce delle lungaggini burocratiche.

La signora Eugenia se n’è andata.

Suo figlio, sua nuora e suo nipote sono stati chiamati a Cagliari d’urgenza e sono arrivati al Santissima Trinità stamattina poco prima del decesso.

Mamma Eugenia ha avuto solo un quarto d’ora per stare insieme al figlio che chiamava nel sonno. Sicuramente il sistema sanitario avrebbe potuto regalarle un tempo più lungo per i saluti. Quando si tratta di malattie terminali così aggressive forse sarebbe il caso di tralasciare tanta burocrazia e dare più spazio all’umanità. Ora si può soltanto sperare che la storia di mamma Eugenia non sia stata inutile.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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