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Giornalismo online: giro di vite ai corsi

La professione giornalistica sta cambiando vorticosamente. Se fino a una decina di anni fa prima di vedere un pezzo in pagina era necessaria una gavetta interminabile, con il vecchio capocronista che controllava ogni virgola, oggi per trovare ospitalità in una testata online ci vuole davvero poco. Il giornalismo online – in questo momento di transizione in cui le aziende sono disposte ad investire molto poco nella pubblicità sul web – è spesso costretto a campare di espedienti. Espedienti che si traducono nella maggior parte dei casi in collaborazioni sottopagate o spessissimo gratuite e volonterosi aspiranti cronisti del web che scrivono per avere un po’ di visibilità e non per portare a casa la pagnotta.

I corsi di giornalismo online

Una delle formule utilizzate dalle testate online per procacciarsi collaboratori a buon mercato e nello stesso tempo per fare un po’ di cassa è quella di organizzare dei brevi corsi di giornalismo online, massimo un centinaio di ore di lezione, che alla fine promettono agli aspiranti cronisti di diventare giornalisti pubblicisti scrivendo per due anni per la testata stessa.

I corsi di giornalismo online – che almeno sulla carta si presentano molto accattivanti – cercano solitamente di dare un’infarinatura volante agli aspiranti giornalisti sui fondamenti del giornalismo ed erudirli sulle tecniche dell’informazione digitale.

Il costo si aggira solitamente intorno ai cinquecento euro per partecipante, a fronte di un monte ore in cui vengono trattati, ovviamente superficialmente e a macchia di leopardo visto il tempo, gli argomenti che un buon giornalista oggi deve conoscere: un range che va da Gutemberg all’utilizzo degli hashtag su Twitter, passando per la notiziabilità della notizia e la sempreverde regola anglosassone delle cinque W. Ciliegina sulla torta, come detto, la possibilità di scrivere per due anni per la testata online in modo da diventare giornalista.

Di solito gli ignari corsisti sborsano i denari non sapendo che la trafila di due anni per diventare giornalisti pubblicisti prevede che gli articoli (o i servizi video o audio, nel caso di testate tv o radiofoniche) debbano essere regolarmente retribuiti. Cosa che questi corsi non dicono. In pratica dunque questi corsi, per quanto svolti seriamente, seppur formalmente denominati corsi di giornalismo online non consentono ai partecipanti di diventare giornalisti.

Per questo motivo, dopo numerose segnalazioni, l’Ordine dei Giornalisti della Sardegna – lo ha annunciato nei giorni scorsi il presidente regionale Francesco Birocchi durante un corso di formazione organizzato a Cagliari – ha intenzione di effettuare un controllo a tappeto sui corsi di giornalismo online organizzati da privati in Sardegna.

La notizia di questo giro di vite ai corsi di giornalismo online, giustamente censurabili quando non rispondono ai requisiti previsti dalla legge o addirittura nascondono vere e proprie truffe, offre lo spunto per una breve considerazione.

Spesso gli argomenti insegnati in questi corsi sono estremamente interessanti e rispondono alle esigenze di un giornalismo sempre più veloce e multitasking.

Certo, in molti casi è possibile affinare le proprie conoscenze in materia guardando qualche tutorial su You Tube. Ma saper utilizzare adeguatamente le principali piattaforme di blogging, comunicare in modo efficace sul web, curare la propria reputazione online, utilizzare nel modo migliore i social network, ottimizzare i pezzi sui motori di ricerca, gestire la pagina facebook di un’azienda o saper creare una newsletter, giusto per fare qualche esempio random, devono entrare a far parte del patrimonio di conoscenze di qualsiasi giornalista che oggi voglia restare sul mercato del lavoro.

Ecco che ferma restando la necessità che l’Ordine dei giornalisti persegua i corsi di giornalismo online quando nascondono solo fuffa o addirittura si rivelano dei veri e propri imbrogli, è opportuno non limitarsi a fare delle battaglie di retroguardia. Ma accettare un mondo che sta cambiando giorno dopo giorno e vede scalpitare tanti giovani che vogliono poterne entrare a far parte a pieno titolo.

Offrire una adeguata formazione al giornalismo online e dare, a chi le chiede e le apprezza, le opportune competenze è una necessità impellente di cui l’Ordine dei giornalisti e le associazioni specifiche della categoria devono farsi carico. Se non vogliamo che quello del giornalista diventi uno dei tanti mestieri che tra un po’ apparterranno al passato.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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