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Scorie nucleari: blitz segreti e spot sulla trasparenza

Quella di svuotare gli attuali depositi di scorie radioattive dislocati nelle varie regioni italiane e scaricare più di 90mila metri cubi di detriti pericolosi in Sardegna è sicuramente un’ipotesi che piace molto al nostro Governo. La Sardegna è infatti una terra estremamente stabile dal punto di vista geologico e ha parecchie zone a bassa densità abitativa. Per questo motivo la Sogin, la Società governativa che gestisce gli impianti nucleari, da più di dieci anni sta pressando per realizzare in Sardegna il deposito unico delle scorie nucleari. In passato si è ipotizzato di sistemarlo nel nord Sardegna, poi si è pensato di riempire di spazzatura radioattiva anche le miniere abbandonate del Sulcis. Nella ridda delle ipotesi più o meno campate per aria si è però sempre parlato anche dell’Oristanese. Una ipotesi che si è riaffacciata con prepotenza qualche giorno fa quando, a quanto pare, una delegazione della commissione formata da Sogin, Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e Enea (Agenzia nazionale Efficienza Energetica) che sta valutando nel massimo riserbo i siti dove realizzare il deposito unico nucleare ha fatto un blitz a sorpresa nell’Oristanese. Tutto rigorosamente top secret.

A denunciarlo, sulla sua pagina Facebook, è stato il deputato sardo di Unidos Mauro Pili che ha avuto la conferma del sopralluogo da fonti “dirette e autorevoli” dei tre enti governativi che stanno gestendo la partita nucleare.

Il blitz è avvenuto in gran segreto qualche giorno fa”, scrive Pili su Facebook raccontando che la delegazione era composta da “otto, massimo dieci componenti, sbarcati una parte a Cagliari e una parte ad Alghero. Provenienza variegata ma soprattutto Milano, Torino e Roma”.

Secondo le indiscrezioni raccolte da Mauro Pili della delegazione facevano parte “personaggi notissimi nell’ambiente nucleare”. Seguono nomi e cognomi, sconosciuti ovviamente ai comuni mortali. La compagine, riporta il deputato, “si è mossa con una discrezione assoluta e a qualsiasi domanda precisa ha dichiarato di essere vincolata al segreto di Stato”.

Ma come? La campagna avviata a fine luglio dalla Sogin, realizzata dalla celebre agenzia pubblicitaria Saatchi & Saatchi, ben nota a chi in passato ha seguito le vicende istituzionali della Sardegna, e costata (lo racconta Wired in questo articolo) 3,2 milioni di euro, non punta forse sulla trasparenza delle procedure per evitare che si possa anche lontanamente pensare che il Governo italiano voglia imporre un’altra volta dall’alto il deposito di scorie radioattive come è successo qualche anno fa a Scansano? E cosa dire dello slogan scelto: Sullo smaltimento dei rifiuti radioattivi non siamo andati avanti.

Mauro Pili: Sardegna terra di conquista per le scorie nucleari

Scorie radioattiveQuella che poteva essere un’opzione in questi giorni sta diventando sempre più un pericolo per l’Isola – denuncia Mauro Pili -. Sia Ispra che Sogin stanno spingendo verso la Sardegna. E la visita della commissione in gran segreto nei due siti conferma che si vuole accelerare. In teoria avrebbero dovuto ascoltare qualche amministratore ma il passaggio d’ascolto in Sardegna sarebbe stato saltato. La delegazione è andata dritta nei due siti rimasti top secret ma tutti e due racchiusi nella provincia di Oristano. Nessuno sconfinamento da quella provincia, garantiscono i tecnici presenti. Il fatto che la commissione abbia deciso di visionare i due siti è un fatto di una gravità inaudita proprio perché è evidente che si stanno concentrando le attenzioni sulla Sardegna. E’ altrettanto vero che all’interno della commissione sono emerse alcune posizioni critiche sui due siti oristanesi ma è emerso anche che Sogin e la stessa Ispra stanno caldeggiando tale ipotesi. Tutto questo è un fatto di una gravità inaudita proprio per la sfrontatezza e l’arroganza con la quale si sta muovendo il governo nonostante la totale contrarietà espressa dalla Sardegna”.

Insomma, secondo il deputato di Unidos la commissione di esperti starebbe lavorando per ridurre al minimo il numero dei siti potenzialmente idonei per la realizzazione del deposito di scorie, basandosi su un database supersegreto realizzato negli Stati Uniti che individuerebbe chiaramente l’unica regione che sarebbe esente da pericoli. Indovinate quale?

Si tratta di un piano scellerato che deve essere respinto senza se e senza ma – scrive Pili -. Il fatto stesso che questo sopralluogo sia avvenuto in gran segreto conferma un atteggiamento grave e nefasto dello Stato nei confronti della Sardegna. La Sogin più di tutti gli altri soggetti sta spingendo per la Sardegna idealizzandola come terra di conquista per le scorie nucleari”.

La nostra isola – continua Mauro Pili – non può e non deve essere minimamente contenuta nemmeno come ipotesi e questo sopralluogo, anche se sarà smentito, è un’offesa inaudita al Popolo Sardo. E’ un’operazione solo per spendere denari senza controllo così come è stato sino ad oggi. Il deposito nucleare unico sarà l’ennesimo pozzo senza fondo. Questo piano è solo un strumento delle lobby del nucleare e degli appalti che puntano a progettare, spendere e spandere con troppi omissis che non possono in alcun modo essere accettati“.

Un deposito unico nazionale che per ragioni già evidenziate nel passato, costituzionali e di volontà popolare, non potrà trovare nessun accoglimento, per nessuna ragione, in Sardegna – conclude Mauro Pili -. Dopo dieci anni dal blocco del progetto scellerato della Sogin per la realizzazione di un sito unico nazionale per stoccare tutte le scorie nucleari conservate nelle centrali italiane dismesse e il rientro di molte altre dall’estero, il piano predisposto da Ispra rimette in primo piano la Sardegna. Siamo pronti alla guerra per respingere un’ipotesi folle che i sardi non accetterebbero mai”.

Nel frattempo gli spot pubblicitari sul deposito di scorie continuano a girare in televisione e in radio (lo faranno fino a novembre) assicurando ai cittadini italiani che il deposito nazionale di scorie radioattive sarà realizzato nella massima trasparenza e che il sito www.depositonazionale.itaccompagnerà e veicolerà, attraverso testi, materiale multimediale e canali di interazione, lo sviluppo di questo percorso”.

Insomma, la tv dice che è tutto a posto. Chissà se anche i prossimi blitz segreti si svolgeranno in modo così trasparente.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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