Gender in Sardegna. Orrù: “Centro d’ascolto per i genitori”

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Le dichiarazioni del ministro dell’istruzione Stefania Giannini e la sua minaccia di querelare chi oserà parlare di teorie gender nelle scuole hanno scatenato una dura reazione di una parte dell’opinione pubblica. Le organizzazioni pro life affilano le armi e preparano una nuova discesa in piazza ancor più massiccia di quella dello scorso 20 giugno a Roma. Ma la difesa da quella che lo stesso Papa Francesco ha qualche tempo fa definito come una colonizzazione ideologica alla stregua delle drammatiche esperienze hitleriane ha delle immediate ripercussioni anche in Sardegna.

Marcello Orrù, vicepresidente commissione salute e politiche sociali del Consiglio regionale, ha rivolto un appello all’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Claudia Firino affinché l’assessorato da lei guidato vigili e presti la massima attenzione sull’applicazione nelle scuole di ogni ordine e grado della nostra regione della nuova normativa sulla scuola per quanto attiene l’introduzione dei programmi di sensibilizzazione alle pari opportunità dietro la quale si nasconde la pericolosa ideologia gender. E ha chiesto l’istituzione di un ufficio regionale che funga da centro di ascolto per i genitori.

Il ministro dell’Istruzione Giannini ha inviato una circolare a tutti i dirigenti scolastici affermando che nella legge sulla cd buona scuola voluta dal governo Renzi non si parla di gender minacciando peraltro, fatto gravissimo e intimidazione inaudita, querele per chiunque osi rivolgere critiche alla legge sotto questo aspetto – scrive Marcello Orrù -. La verità è che dietro alcuni articoli della legge, inquadrati come misure per il superamento delle discriminazioni e a favore della parità tra i sessi, ci sono tutti i cavilli e le aperture finalizzati ad introdurre l’ideologia gender nelle scuole italiane , ad iniziare da quelle materne ed elementari“.

La riforma rende obbligatorio inserire nei piani formativi le tematiche cosiddette di genere che in quasi tutti i casi sono sempre trattate e proposte dalle associazioni Lgbt in modo ideologico.  Così si mira a far entrare in modo subdolo e celato da apparenti buoni motivi queste pericolose teorie spesso all’insaputa dei genitori e, spesso, anche grazie a progetti finanziati da qualche comune, anche in Sardegna come è già successo a Cagliari“.

Con l’apparente scusa di abbattere le discriminazioni e di promuovere l’uguaglianza dei sessi, si cerca al contrario di negarli e si introduce la nozione di arbitrarietà dei generi – prosegue Orrù -. In tante scuole sono state introdotte lezioni di educazione all’ affettività e distribuiti libri di favole per bambini dove si arriva ad affermare che ogni rappresentazione storica della differenza dei sessi è stata fondata su un pregiudizio e che il maschile e il femminile non trovano origine in natura ma sono costruzioni sociali, storiche ed ideologiche da combattere“.

Orrù: pericolo per l’educazione dei ragazzi

Tutto ciò, secondo il consigliere regionale sardo, è inaccettabile oltre a rappresentare un serissimo pericolo per l’educazione delle nuove generazioni.

Un pericolo che non va affatto sottovalutato e intorno al quale occorre immediatamente che le famiglie e le istituzioni vigilino e tengano gli occhi aperti. Chiederò formalmente all’Assessore Firino – continua Marcello Orrù – di fare chiarezza sbarrando ogni strada all’ideologia gender nelle scuole sarde e di istituire presso l’Assessorato un apposito ufficio che raccolga le segnalazioni dei genitori su eventuali abusi nell’applicazione dei programmi scolastici e tentativi di introdurre insegnamenti mirati ad un dannoso e negativo indottrinamento dei ragazzi: è fondamentale – conclude Orrù – che i genitori e le famiglie  siano informati e coinvolti nelle scelte riguardanti i programmi scolastici che verranno adottati nei rispettivi istituti“.

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