Un interessante report appena elaborato dalla Cna, l’associazione artigiana per la quale lavoro, attesta un dato sintomatico per il turismo della Sardegna. Dal 2006 ad oggi gli arrivi di turisti stranieri sono cresciuti in maniera esponenziale: per due anni di seguito è stato superato il milione di arrivi. Eppure la nostra regione, se comparata ad altre località che si contendono la leadership del turismo nell’area mediterranea, dalle Baleari alla vicina Corsica, dalla Croazia a Cipro, riesce ad intercettare soltanto una minima parte, il 4%, dei circa 25 milioni di turisti provenienti da tutto il mondo che ogni anno scelgono di trascorrere l’estate nel Mediterraneo.

Potenzialmente la nostra regione potrebbe raddoppiare, addirittura triplicare questi numeri. Ma perché non ci riesce? Perché vivacchia cercando di raggiungere una sufficienza quando potrebbe ottenere tranquillamente il massimo dei voti?

Perché il turismo non decolla?

Una prima ragione del mancato decollo del turismo in larga scala in Sardegna la ravviserei proprio nello studio della Cna che esamina i servizi aeroportuali offerti dalla nostra regione e li compara con quelli offerti dai suoi competitors nel Mediterraneo.

Un turista straniero, grazie ai voli low cost, ha un enorme ventaglio di combinazioni per arrivare in Sardegna a condizioni economiche. Di gran lunga minori, come sappiamo, sono invece le opportunità offerte dalle compagnie nazionali sia ai turisti provenienti dalla Penisola che ai sardi che devono raggiungere con molte difficoltà in aereo il “Continente”.

Stendiamo un velo pietoso poi sul trasporto marittimo che, per i suoi costi esorbitanti, ormai neppure è considerato dalle ricerche sugli spostamenti da e per la Sardegna.

Ma se per uno straniero è conveniente arrivare in Sardegna con un volo low cost, i problemi iniziano appena mette piede sull’isola. Con costi che lievitano subito. A partire dal noleggio di un’auto: affittare un’automobile in Sardegna costa molto più che nelle altre località esaminate dalla ricerca. Costa addirittura il triplo di quanto costerebbe a Cipro.

Prezzi eccessivi

Uno dei motivi per cui il turismo in Sardegna non decolla sono dunque i prezzi. Da un altro report della Cna di cui ho parlato in questo blog (Cna: la competitività della Sardegna in Europa) si scopre che i turisti stranieri sì arrivano, ma progressivamente riducono il periodo di permanenza nella nostra isola e soprattutto cercano di spendere il meno possibile per non essere spennati. I prezzi alti, d’altronde, sono la ragione che sta spingendo a scappare dalla Sardegna anche i turisti italiani. Spesso addirittura chi ha la seconda casa nelle località di villeggiatura non riesce a passare più di una settimana nell’isola, anche perché per arrivare in nave con l’automobile al seguito bisogna accendere un mutuo .

Poca cortesia

Altra ragione del mancato decollo del turismo è secondo me il nostro caratteraccio. In un altro post ho avuto modo di parlare dell’economia della gentilezza. L’economia del sorriso e dell’accoglienza. Come può un turista tornare in un albergo, in un ristorante, in un bar o in uno stabilimento balneare se viene trattato con sufficienza? O addirittura viene trattato male?

Eppure quante persone, che devono essere il front office del turismo sardo, fanno il loro lavoro in maniera sgraziata. Senza cuore e senza passione. Senza pensare che hanno a che fare con una risorsa e non con polli da spennare. Senza pensare che quello che stanno facendo non è solo il loro lavoro presente ma anche il loro futuro.

La storia dimenticata

turismoUltimo motivo è a mio parere l’incapacità, non solo delle nostre istituzioni ma anche dei nostri comunicatori, di far passare l’idea della Sardegna non solo come una terra dalle bellissime località marine ma come una terra con un eccezionale patrimonio storico e archeologico.

Non sono purtroppo esperto in questa materia ma dall’esterno mi pare che le lotte e le gelosie stiano affossando un patrimonio enorme che potrebbe essere speso molto meglio anche per intercettare il turismo internazionale.

Penso ad esempio al grande patrimonio dei giganti di Mont’e Prama che per quarant’anni sono rimasti a imputridire negli scantinati di qualche museo. Penso ai menhir, alle tombe dei giganti, alle domus de janas, alle rovine fenicio puniche e a tutto il patrimonio che fa della nostra una terra ricca di un fascino e di storia.

Lo stesso ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini ha detto che il patrimonio culturale della Sardegna deve essere tutelato e valorizzato e che il Governo ha un grande progetto nazionale per valorizzare i Giganti di Mont’e Prama.

Bene. Ma quando riusciremo noi sardi a valorizzare le nostre ricchezze e mettere a frutto la bellezza che abbiamo avuto in dotazione? Essendo padroni in casa nostra? Certo padroni accoglienti e gentili con i nostri ospiti. Ma pur sempre padroni.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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