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Bye bye Aou, non ho la stoffa del portavoce

La comunicazione è arrivata mentre a fine mattina passeggiavo a Monte Urpinu e contemplavo le papere. Urgente. “Alessandro, lo so è tardi. Il bando scade domani“, diceva la mail di un carissimo amico. Un fulmine a ciel sereno. Una settimana fa l’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari, di seguito Aou, ha bandito una selezione ghiottissima per un portavoce della direzione generale. Contratto da 40 mila euro netti per un anno. Rinnovabile. Mica bubbole.

Faccio una premessa doverosa. Sono felicissimo del mio lavoro e spero che Dio me lo mantenga. Ma quando sei precario e hai famiglia se capitano delle selezioni pubbliche partecipare è un dovere morale. Un obbligo della coscienza. Non importa se sai che tanto non c’è alcuna possibilità di vincere. Bisogna comunque partecipare. Esserci. Battere un colpo.

Aou Cagliari

La selezione dell’Aou

La selezione pubblica della Aou di Cagliari scadrà domani alle 23, esattamente una settimana dopo la pubblicazione del bando nella apposita sezione del sito.

Ma come?, ho cercato di spiegare alla papera che mi osservava: perché diavolo non ho monitorato quotidianamente l’apposito sito per controllare se l’Aou di Cagliari aveva in serbo una ghiotta selezione per giornalisti professionisti da 40 mila euro netti all’anno? Dovevo stare più attento, evidentemente.

Ho chiuso gli occhi e immediatamente mi sono visto catapultato in una serata passata a compilare autocertificazioni, scannerizzare documenti su cui apporre firme digitali e infine preparare la Pec per partecipare alla selezione dell’Aou.

Stavo per salutare le papere e correre a casa quando ho letto bene i requisiti previsti dal bando.

Diciamo che solitamente sui requisiti generali dei concorsi vado alla grande. Ho una comprovata e pluriennale cittadinanza italiana, sono felicemente milite esente e ho persino il diritto di voto. L’ho sempre esercitato, anche quando non ne avevo voglia.

Il problema è che cado sui requisiti specifici. In questo caso ne possedevo addirittura due su quattro. Ho una comprovata esperienza come giornalista politico – economico e ho persino l’esperienza professionale in materia di cronaca politico – istituzionale della Sardegna. In mancanza di qualche anima buona che mi comprovasse tali esperienze professionali sarei riuscito a comprovarmele agevolmente da solo, recuperando su internet i miei vecchi articoli.

La papera mi ha però visto sbiancare quando ho messo a fuoco il requisito più importante.

Il bando dell’Aou richiede l’iscrizione da almeno dieci anni all’albo dell’Ordine nazionale dei Giornalisti – Elenco professionisti. Dieci anni. Praticamente una vita. Peccato. Di solito i bandi ne richiedono cinque. Anche quello del Consiglio regionale della Sardegna richiedeva solo cinque anni. Ah già, quella è tutta un’altra storia. Ma evidentemente l’Aou di Cagliari richiede una comprovata esperienza nel mondo del giornalismo professionale, addirittura superiore a quella richiesta dal Consiglio regionale. Dev’essere un incarico molto delicato.

Disdetta. Il mio tesserino attesta inequivocabilmente un’iscrizione che risale esattamente a nove anni e quattro mesi fa. Per otto mesi! Era l’otto marzo 2006, la festa della donna, quando ho dato l’orale a Roma. Impossibile bluffare. Carta canta.

Cara, sono fuori dalla selezione ancora prima di esserci entrato, ho detto alla papera.

Tanto non avrei avuto neppure l’ultimo dei requisiti richiesti dall’Aou di Cagliari. Quello fondamentale. Il fatidico requisito D): la Documentata esperienza nello svolgimento di funzioni di portavoce o di componente dell’ufficio stampa di Aziende Sanitarie.

Non ho mai lavorato nelle Aziende sanitarie e sicuramente non lo farò mai. Soprattutto se le selezioni sono organizzate in modo tale da farci entrare solo chi ci ha già lavorato.

A nulla sarebbe valso comprarmi i bignamini per studiare alla bell’e meglio le tre materie del colloquio motivazionale: Principi di Organizzazione delle Aziende Sanitarie, Gestione dei rapporti con gli organi di informazione e I Social media e il diritto alla privacy in ambito sanitario.

No. Nisba. Niet.

Ricapitolando, cara papera, per essere portavoce della Aou di Cagliari bisogna essere giornalisti professionisti da almeno dieci anni, avere una comprovata esperienza come giornalista politico – economico, avere l’esperienza professionale in materia di cronaca politico – istituzionale della Sardegna e soprattutto avere una documentata esperienza nello svolgimento di funzioni di portavoce o di componente dell’ufficio stampa di Aziende Sanitarie.

Siccome so che ci saranno tantissimi colleghi preparati che hanno visto per tempo il bando pubblicato una settimana fa nell’apposita sezione del sito internet della Aou e che hanno già pronti i documenti necessari; visto che ci saranno tanti valenti professionisti da più di dieci anni che hanno un’esperienza nella cronaca politica, economica e istituzionale della Sardegna maggiore della mia, che hanno già lavorato come portavoce di azienda sanitaria e che conoscono perfettamente i Principi di Organizzazione delle Aziende Sanitarie, la Gestione dei rapporti con gli organi di informazione e I Social media e il diritto alla privacy in ambito sanitario; bè, tutto ciò premesso, mi sono messo l’anima in pace e sono rimasto a Monte Urpinu.

Per non sentirmi di troppo, ho deciso che a questa selezione per giornalisti non parteciperò. L’ho fatto troppe volte ultimamente: Consiglio regionale della Sardegna, Fondazione Banco di Sardegna, Rai Tv. Non ne ho voglia. Sono stanco. E magari stasera me ne torno anche due orette a Monte Urpinu, così aggiorno le papere sulle ultime news. E con i soldi dei bignamini, che alla fine avrei comprato e solo fatto finta di leggere di notte, magari ci scappa anche una pizzetta per tutta la famiglia.

No, ho deciso che non ho la stoffa per essere portavoce della Aou di Cagliari. Senza peraltro aver bisogno di partecipare a una selezione che me lo attesti. Bye bye Aou.

 

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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