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Educazione civica? Insegnamola a scuola

Avere ben presente il rispetto per gli altri e per la cosa pubblica è essenziale perché un ragazzo possa diventare un buon cittadino. I diritti e i doveri di ognuno di noi all’interno della società in cui viviamo sono indicati chiaramente dalla Costituzione Italiana che rappresenta una vera e propria bussola per i nostri comportamenti. Proprio per insegnare ai ragazzi ad essere dei buoni cittadini nel 1958 lo statista Aldo Moro introdusse nei programmi della scuola pubblica una materia specifica: l’ Educazione Civica.

Eppure la grande intuizione dello statista ucciso barbaramente dalle Brigate Rosse è stata con il tempo trasformata, privata di significato e praticamente espunta dall’ordinamento scolastico.

Nel corso degli ultimi cinquant’anni l’Educazione Civica è stata infatti chiamata in diversi modi. Ci sono stati numerosi tentativi di reintrodurre questa materia essenziale nei programmi scolastici, ma questo non è mai avvenuto. Nel 1996 la reintroduzione dell’insegnamento dell’Educazione Civica sembrava cosa fatta, ma il progetto non è andato in porto per la caduta del Governo (Dini).

L’attuale regolamentazione, dovuta alla riforma Gelmini del 2008, non prevede che l’Educazione Civica sia una materia di studio vera e propria, ma rimette il suo insegnamento alla discrezionalità e al buon cuore degli insegnanti, siano essi maestri di scuola elementare o docenti di materie umanistiche alle superiori. Ma senza alcun obbligo.

Educazione civica: una petizione

Attualmente esiste nel Parlamento italiano una proposta di legge presentata il mese scorso dal presidente del Gruppo Misto alla Camera Pino Pisicchio che, riprendendo l’intuizione originaria di Aldo Moro, prevede la riproposizione dell’Educazione Civica all’interno dei programmi della scuola pubblica.

Alternanza scuola lavoro educazione civica
Studenti al lavoro

E’ sempre più palese la necessità che le istituzioni scolastiche – ovviamente in stretto collegamento con le famiglie, alle quali la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (art. 26, 3° comma) garantisce la priorità nelle scelte educative dei figli – diano ai giovani italiani gli strumenti per essere dei buoni cittadini, insegnandogli in primo luogo i principi fondamentali che informano la Carta Costituzionale, entrata in vigore nel 1948 grazie alle grandi capacità di dialogo e di mediazione tra diversi modi di concepire la complessa realtà italiana.

E’ possibile firmare una petizione in cui si chiede al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi di farsi promotore di un’azione congiunta tra i parlamentari italiani di ogni parte politica perchè la proposta di legge esistente in Parlamento sia esaminata al più presto e lo studio dell’Educazione Civica e della Costituzione italiana sia reinserito nei programmi delle scuole pubbliche, siano esse statali o paritarie.

Ecco il link per firmare la petizione sulla Reintroduzione dell’educazione civica nei programmi della scuola pubblica italiana.

 

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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