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Huggies: c’è chi dice no al pensiero unico

Dopo Guido Barilla, Dolce & Gabbana e Giacomo Poretti (di Aldo, Giovanni & Giacomo) ecco la Huggies. L’azienda produttrice di pannolini ha ricevuto dal Garante della Pubblicità l’ingiunzione a non mandare più in onda uno spot che pubblicizza dei pannolini diversificati per maschietti e femminucce. In parole povere descrivere, come si fa nel filmato incriminato, i comportamenti tipo che nella nostra esperienza abbiamo constatato centinaia di volte (ad esempio il classico bambino che ha sempre il pallone tra i piedi e la bambina che preferisce giocare con le bambole) è ormai considerato uno stereotipo sessista. Alla faccia dell’evidenza. Oggi affermare che un bambino possa avere una predilezione naturale per il calcio e che una bambina possa essere attirata dalle bambole – questo vuol dire in sostanza lo spot della Huggies – è diventato sessismo.

Anche con la Huggies si è dunque cercato di usare la sanzione economica (il blocco dello spot) per tappare la bocca e imporre il pensiero unico dominante. Era successo con l’imprenditore Guido Barilla, costretto a ritrattare in modo imbarazzante le sue dichiarazioni sulla famiglia tradizionale. Ed è successo agli stilisti Dolce & Gabbana.
Il disegno d’altronde è sempre più chiaro.

Con le decisive spallate dell’Unione Europea, il pensiero unico governa ormai saldamente la nostra società e mette al bando chiunque provi a dissentire. Viene messo al bando chi sostiene la famiglia tradizionale. Viene messo al bando chi sostiene che per un ragazzino è meglio avere un padre e una madre. Chi mette in evidenza l’incoerenza di quelli che da un lato protestano perché vogliono mangiare cibi naturali e senza ogm ma dall’altro ammettono tranquillamente i figli in provetta nati da cinque genitori. Oppure l’incoerenza di chi si indigna per i maltrattamenti degli animali ma poi accetta senza problemi l’aborto o il cosiddetto utero in affitto.

Il pensiero unico è dentro la politica, dentro l’economia. E’ dentro il mondo dell’informazione che addormenta le coscienze. Decide per noi quali sono le regole da rispettare. Premia e lancia verso il successo i suoi scherani e decreta il fallimento di chi non si adegua a quelle regole.
Ma soprattutto cerca di sgretolare le famiglie, unico baluardo contro questo lassismo ma ormai boccheggianti senza un aiuto dallo Stato. Ed ora entra prepotentemente nelle scuole, dove i genitori hanno sempre meno armi per controllare come vengono educati i loro figli. Tra poco, quando sarà legge il decreto sulla “buona scuola”, i dirigenti scolastici avranno il potere assoluto sugli insegnanti. Allora veramente il dissenso sarà bandito del tutto e chi tra gli insegnanti proverà ad alzare la testa rischierà di perdere il posto di lavoro.

Dove sta la libertà in tutto questo?

Huggies

 

La petizione Io sto con Huggies

Se volete chiedere all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria di revocare l’ingiunzione contro la Huggies e di rispettare il suo diritto di espressione senza cedere alla pressione di proteste meramente ideologiche che non hanno fondamento scientifico né giuridico potete firmare la petizione IO STO CON HUGGIES.

 

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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