Uffici stampa

Il giornalista deve uniformare il proprio comportamento professionale al principio fondamentale dell’autonomia dell’informazione: ciò indipendentemente dalla collocazione dell’ufficio stampa nell’ambito della struttura pubblica o privata in cui opera. Questo è uno dei principi cardine contenuti nella Carta dei Doveri del giornalista degli uffici stampa emanata dal Consiglio nazionale dei Giornalisti il 10 novembre 2011. La Carta continua dicendo che il giornalista deve operare nella consapevolezza della propria responsabilità verso i cittadini che non può essere condizionata o limitata da alcuna ragione particolare o di parte o dall’interesse economico. In tal senso ha l’obbligo di difendere la propria autonomia e credibilità professionale secondo i principi di responsabilità e veridicità fissati dalla legge istitutiva dell’Ordine.

La Carta dei doveri dei giornalisti degli uffici stampa è stata illustrata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna Francesco Birocchi durante un interessante incontro di formazione su Deontologia e uffici stampa organizzato dal Gus, il Gruppo Uffici Stampa della Sardegna presieduto da Andrea Concas.

Uffici stampaL’incontro ha riproposto una formula già sperimentata lo scorso anno dallo stesso Gus Sardegna che, scegliendo di evitare lunghi monologhi, ha preferito favorire il dialogo e il contraddittorio tra i tanti giornalisti che gestiscono gli uffici stampa e forniscono le notizie (inviando comunicati e organizzando conferenze stampa) e quelli che, nelle redazioni delle varie testate giornalistiche, quelle notizie le devono elaborare e “cucinare”.

Ne è scaturito un interessante dibattito che è servito a chiarire, se ce ne fosse bisogno, che i giornalisti che si occupano degli uffici stampa non sono giornalisti di serie B rispetto a quelli che lavorano nelle redazioni e che è sempre necessario un rapporto di leale collaborazione tra questi due mondi nell’interesse dei cittadini che usufruiscono dell’informazione.

Mario Girau, responsabile dell’ufficio stampa della Cisl sarda, ha raccontato i meccanismi e le difficoltà nella gestione dell’ufficio stampa di una grande organizzazione, mentre Roberta Celot e Anna Piras, rispettivamente responsabile della sede regionale Ansa e caporedattore del TgR della Sardegna, hanno spiegato cosa i colleghi delle testate si attendono dagli uffici stampa in termini di celerità e completezza della notizia.

Uffici stampa

Convitati di pietra all’evento sono stati gli onnipresenti social media con cui ormai i personaggi più noti della politica e dello spettacolo bypassano tranquillamente gli uffici stampa dando le notizie direttamente su Twetter o Facebook.

Ma come deve rapportarsi il giornalista con i social network? Deve combattere una battaglia persa in partenza oppure evolversi, sfuggire alla logica del mi piace e provare a distinguersi nel mare magnum dell’informazione faidate con la sua professionalità e con il rispetto rigoroso delle regole deontologiche? E poi: è sempre così semplice distinguere gli uffici stampa dagli uffici che si occupano della comunicazione esterna di un ente?

L’incontro organizzato dal Gus Sardegna ha insomma acceso i riflettori sul variegato mondo degli uffici stampa che da qualche anno a questa parte si sta sempre più rafforzando. Anche perchè, con la moria delle piccole testate e la crisi che sta ora investendo anche i colossi dell’informazione, tantissimi giornalisti professionisti si stanno ormai riversando nel settore degli uffici stampa.

La giungla degli uffici stampa

Quello dell’occupazione negli uffici stampa e del loro censimento è infatti un problema che prima o poi dovrà essere preso in consierazione dagli organismi di rappresentanza dei giornalisti. Magari provando a mettere mano alla legge 150 del 2000 che sulla carta imporrebbe alle pubbliche amministrazioni di assumere nei loro uffici stampa dei giornalisti iscritti all’Albo, ma che non è mai stata applicata, vuoi per mancanza di soldi vuoi per mancanza di volontà. Magari sensibilizzando eventuali colleghi che già usufruiscono di una pensione o di uno stipendio ad abbandonare eventuali uffici stampa ricoperti lasciandoli a chi ha urgente bisogno di lavorare. Magari facendo un po’ di ordine negli uffici stampa dei partiti e dei gruppi politici, oggi sempre più gestiti da non giornalisti. Magari infine cercando di rendere più autonomi dalla politica gli uffici stampa che devono riportare obiettivamente le notizie che provengono dalle istituzioni.

Ho iniziato questo articolo parlando della Carta dei doveri del giornalista degli uffici stampa che impone al giornalista di essere autonomo e non farsi condizionare alle ragioni di parte e dagli interessi economici. Ovviamente un giornalista che fa l’addetto stampa di un partito non può non essere condizionato da una visione di parte. Ma un giornalista degli uffici stampa istituzionali, che deve offrire ai colleghi e ai cittadini l’esatta rappresentazione di quello che avviene in quella istituzione, non può essere soltanto un portavoce. Deve essere libero di esercitare la sua professione senza condizionamenti. E allora – chiedo – come può essere libero e autonomo un addetto stampa che è stato scelto dalla maggioranza di turno? Quale indipendenza e autonomia può avere rispetto al potere che lo ha collocato in quella posizione? Perchè non deve sempre accede a quella posizione cruciale tramite un concorso pubblico gestito da una commissione esterna che garantisca la massima imparzialità e trasparenza?

Questo per dire che le norme deontologiche che parlano di autonomia e indipendenza dei giornalisti degli uffici stampa rischiano di restare lettera morta fino a quando continuerà ad esserci un intreccio così forte tra informazione e politica. Fino a quando la politica e i poteri forti continueranno a scegliere i giornalisti che devono stare nei posti cruciali. Sarà un gran bel giorno quello in cui anche negli uffici stampa delle istituzioni si accederà esclusivamente per merito e non per appartenenze politiche. Anche perchè – e questo vale in qualsiasi settore, pubblico o privato – un committente che si avvale dell’ausilio di un addetto stampa deve aver sempre ben chiaro in mente che riuscirà ad ottenere il massimo dal professionista proprio lasciando il giornalista libero di dare i suoi consigli spassionatamente e senza condizionamenti di alcun tipo.

 

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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