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Oggi è il giorno della Liberazione. Ma domani?

Oggi è 25 aprile, il giorno della Liberazione. Onore ai partigiani. Ai resistenti. Onore a tutte le persone che hanno pagato con il sangue la loro opposizione al regime nazifascista e ci hanno regalato con coraggio un’Italia più libera. Onore a quelli che si sono opposti agli oppressori pagando con la vita e con la libertà il loro no al regime. A quelli che hanno saputo resistere senza rispondere al sangue con altro sangue. Ma nessun onore ai finti partigiani dell’ultim’ora, a quelli che fino a pochi mesi prima erano tra la folla che inneggiava al Duce e che poi, intuendo la mala parata, sono saliti per convenienza sul carro dei vincitori. Nessun onore alle mani rosse di sangue che, in nome dell’insurrezione, hanno trucidato e seviziato donne e bambini innocenti. O a chi in piazzale Loreto ha risposto all’orrore nazista con altro orrore.

Oggi per un giorno siamo stati tutti partigiani. Abbiamo partecipato alle manifestazioni per la Liberazione cantando a squarciagola O bella ciao. Abbiamo letto i giornali, abbiamo ascoltato i discorsi dei nostri rappresentanti istituzionali. Abbiamo guardato le trasmissioni in tivù.

Ci siamo commossi ricordando il momento magico della liberazione, quel 25 aprile del 45 quando gli italiani hanno accolto festosi ai bordi delle strade i soldati che dai camion e dai carrarmati gli lanciavano sigarette, chewing-gum e stecche di cioccolato.

Abbiamo festeggiato la liberazione

LiberazioneAbbiamo festeggiato la liberazione. Ma cosa festeggeremo domani? Quanta strada dovremo ancora fare domani per una nuova liberazione?

La liberazione dai corrotti (lo ha detto anche il presidente della Repubblica Mattarella), dai raccomandati che si prendono i posti migliori. La liberazione delle nostre istituzioni democratiche. liberate ieri ma oggi occupate senza che ai cittadini sia data la possibilità di scegliere con il voto i loro rappresentanti.

La liberazione dalle servitù militari che ci costringono ad utilizzare per gli armamenti militari i soldi che potrebbero essere spesi per creare lavoro e sviluppo (quanto abbiamo pagato negli anni quel cioccolato, quel chewing-gum e quelle stecche di sigarette). Dalle servitù economiche che ci stanno mettendo in ginocchio.

Quanta strada dovremo fare per la liberazione dai voltagabbana buoni per ogni occasione. Quelli che, oggi come allora, salgono sempre sul carro dei vincitori e riescono a cadere sempre in piedi.

La liberazione dai poteri occulti che decidono il nostro futuro. Dai politici in mala fede che sperperano i nostri soldi, dai dirigenti superpagati, dai kapò messi dal potere ai posti di comando, prepotenti con i più deboli e pronti a chinarsi a baciare le mani dei loro padroni.

Abbiamo festeggiato la liberazione del 45. Ma dobbiamo lottare ancora per la liberazione dal pensiero unico che interpreta la storia come gli pare. Dal nazifascismo delle idee che taglia la lingua a chi la pensa diversamente. Dalle menzogne propagandate da certa stampa.

Oggi abbiamo festeggiato la liberazione. Onore ai partigiani. Ai resistenti. Onore a chi ieri ha resistito contro il nazifascismo per regalarci un’Italia più libera. Onore a chi resiste oggi e a chi resisterà ancora domani contro i regimi corrotti di ogni ordine e grado per difendere ancora una volta la libertà.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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