Crusca

L’Accademia della Crusca ha accolto l’invito dei quasi 70mila firmatari della petizione #dilloinitaliano lanciata dalla pubblicitaria milanese Annamaria Testa annunciando che solleciterà il Governo, le Pubbliche Amministrazioni, i media e le imprese a un più consapevole uso della lingua italiana. Lo ha annunciato il presidente dell’Accademia della Crusca, Claudio Marazzini, in una lettera indirizzata ai circa 70mila sottoscrittori della petizione nella quale ringrazia i firmatari per la fiducia riposta nell’Accademia della Crusca nella difesa della lingua italiana e ringrazia la promotrice Annamaria Testa “per aver lanciato efficacemente una petizione che ha raccolto consensi così ampi e importanti”.

L’Accademia della Crusca, accogliendo l’appello dei circa 70mila italiani che hanno firmato la petizione #dilloinitaliano,  si farà dunque portavoce con le istituzioni, i media e le imprese italiane della richiesta di impiegare preferibilmente termini italiani nella compilazione delle leggi, nella realizzazione degli articoli di giornali e dei servizi dei tg, nonché nella comunicazione delle Pubbliche Amministrazioni e delle imprese. Non solo: progetterà anche un sito Internet di facile accesso e consultazione per aiutare gli italiani ad orientarsi tra vecchie e nuove parole straniere entrate nel nostro lessico usuale, capire quali sono i significati, gli usi e soprattutto le parole italiane utilizzabili al loro posto.

La posizione della Crusca

Accademia della Crusca«Non vogliamo fare la guerra all’inglese, ma vogliamo rammentare ai parlanti italiani che in molti casi esistono parole italiane utilizzabili, comode e trasparenti. Vogliamo provare a proporle a tutti come possibile alternativa, per promuovere la grande ricchezza lessicale ed espressiva della nostra lingua», scrive Marazzini, assicurando che la petizione “ #dilloinitaliano Un intervento per la lingua italiana” sarà al più presto sottoposta al vaglio del Direttivo, organo esecutivo dell’Accademia della Crusca.

Per dare concreta attuazione alle istanze dei cittadini, sarà realizzato anche un sito Internet che, oltre ad aiutare i cittadini ad orientarsi nella giungla di parole straniere entrate nel lessico italiano e capire quali possono essere le alternative in italiano, permetterà loro di fare segnalazioni ed offrire suggerimenti, commenti e contributi. «Non si tratta di imporre delle scelte, ma di cercare il consenso largo e la partecipazione attiva degli italiani e di tutti coloro che amano la nostra lingua».

L’Accademia della Crusca conta di organizzare un “Osservatorio sui neologismi incipienti” insieme alle organizzazioni che si sono ritrovate a Firenze gli scorsi 23 e 24 febbraio (Coscienza Svizzera, Società Dante Alighieri, Accademia della Crusca, ecc.) per avviare una verifica internazionale sulla circolazione di neologismi e anglicismi e verificare la possibilità di rimpiazzo “in un continuo dialogo con i legislatori e con tutti gli interlocutori istituzionali e professionali”.

Nel frattempo l’ufficio Consulenza dell’Accademia della Crusca – ha ricordato il presidente dell’Accademia della Crusca – lavora già a pieno ritmo proprio sulle problematiche relative ai cosiddetti “forestierismi”.

«Il Direttivo stabilirà i modi più opportuni per sollecitare Governo, Pubbliche Amministrazioni, media e imprese a un più consapevole uso della lingua italiana – conclude Marazzini -. La visibilità e il consenso ottenuti dalla petizione che avete firmato hanno, di fatto, già acceso su questo tema un’attenzione che manterremo viva. Questo non è che l’inizio. Altre idee matureranno via via».

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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