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Ormai un figlio che nasce da un papà e da una mamma è evidentemente troppo banale. Oggi la scienza e il progresso pretendono che un bambino possa nascere con il patrimonio genetico di almeno tre genitori. Domani, 24 febbraio 2015, la Camera dei lord di Londra si pronuncerà infatti sull’opportunità legale, in Gran Bretagna, di creare in laboratorio embrioni umani a partire dal patrimonio genetico di tre genitori. Un’eventualità che la scienza britannica giustifica ovviamente con alte ragioni filantropiche: questa pratica dovrebbe infatti servire a combattere una malattia genetica rarissima che si trasmette attraverso il mitocondrio di una donna portatrice sana permettendo che il Dna provenga da una madre diversa da quella che “fornisce” gli ovuli. Eppure le ragioni filantropiche nasconderebbero in realtà scopi ben diversi.

A lanciare l’allarme è stata la fondazione spagnola CitizenGo, attivissima sul fronte del diritto alla vita, che nei mesi scorsi ha lanciato una petizione per scongiurare questa ipotesi e sensibilizzare i lord britannici.

La denuncia di CitizenGo

La creazione in laboratorio embrioni umani a partire dal patrimonio genetico di tre “genitori”, secondo CitizenGo, nasconderebbe una pratica “sconvolgente e abominevole”.

Gli effetti di questa tecnica di laboratorio sono sintetizzati in una schematica spiegazione preparata dalle associazioni britanniche CORE, Christian Concern e Precious Life e contenuta nella nota esplicativa alla petizione.

Eccola:

  1. I promotori di questa tecnica affermano che si tratta di una soluzione alla manifestazione di una malattia che si trasmette attraverso il mitocondrio di una donna portatrice sana. In realtà, nessuna delle tecniche proposte rappresenta una cura per la malattia del mitocondrio, che continuerà ad apparire alla nascita in modo casuale. Queste tecniche verrebbero applicate solo a quelle famiglie di cui si sa già che sono già a rischio di concepire un bambino con la malattia mitocondriale, ma non guariranno chi è già colpito dalla malattia in questione.
  2. Le conseguenze genetiche sulla progenie un individuo nato con questa tecnica sono imprevedibili.
  3. In una delle due versioni di questa tecnica, si tratta concretamente di clonare un essere umano.
  4. Si prevede un’alta probabilità di orrende anomalie e malformazioni per gli individui nati tramite questa procedura, oltre che altissimi tassi di aborti e nascite di feti morti.
  5. La salute delle donne donatrici di ovuli è messa in serio pericolo dalla possibilità dell’insorgere della sindrome da iperstimolazione ovarica, che può essere fatale.
  6. La modificazione di ovuli umani o di embrioni ai fini della procreazione per mezzo di interventi ereditabili è vietata in tutto il mondo da dichiarazioni e convenzioni internazionali come la Dichiarazione Universale sul Genoma Umano e i Diritti Umani dell’UNESCO e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea.CitizenGo

Quando ho iniziato con le campagne di CitizenGO, nell’ottobre 2013, mai avrei pensato di dover affrontare temi così allucinanti come questo. Sapevo che lavorare a favore del diritto alla vita, della famiglia e della libertà religiosa ed educativa sarebbe stato difficile e che avrei avuto a che fare con problemi gravi e spaventosi, ma davvero non avrei mai immaginato che sarebbero arrivati a tanto.

Una pratica del genere è delirante e mostra il desiderio malsano di giocare a fare Dio con la vita e la salute degli altri. L’umano è trattato come puro materiale biologico, come qualcosa su cui sperimentare senza riguardi per le conseguenze. Come se l’essere umano fosse materia disponibile e modificabile. Come se un qualsiasi scopo (oggi nobile, come curare una malattia, domani chissà) fosse più importante della dignità intrinseca ad ognuno di noi.

Forse non ci si rende conto che questi embrioni, che se la legge passasse verrebbero “creati” oggi, domani diventeranno adulti: violati nella loro dignità, esposti a rischi immotivati, mutilati irrimediabilmente nella loro identità biologica ed esistenziale.

Si tratta di scenari da film di fantascienza, da romanzo distopico, da fiction dell’orrore. E invece no (sarebbe bello se fosse così). Siamo in Gran Bretagna (non in un’altra galassia). Siamo nel 2015. È tutto vero.

Matteo Cattaneo – CitizenGo Italia.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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