carosello reloaded

Avete mai visto Carosello Reloaded? Quei tristissimi sketch che, emulando il glorioso Carosello, accompagnano grandi e piccini nella visione degli spot pubblicitari in prima sarata? Contenuti di pessima qualità e doppiaggio imbarazzante, gli spot di Carosello Reloaded intitolati “Genitori – Istruzioni per l’uso”, danno agli utenti della tv di Stato, quelli che pagano il canone Rai, l’idea di una famiglia praticamente allo sbando. Finiti i tempi della famiglia felice del Mulino Bianco, oggi la Rai ci propone la famiglia italiana 2.0 come una famiglia pressoché disastrata. Papà Reloaded è una specie di bamboccione incapace anche di badare a se stesso, mamma Reloaded una ragazzina immatura e permalosa. I figli Reloaded, sprezzanti e prepotenti, sono i veri padroni di casa. Insomma la famiglia Reloaded che ci propina la Rai è formata da due specie di mentecatti che a mala pena si sopportano e non riescono certamente ad educare i figli.

Ben diverso il caso delle pubblicità “gay friendly” che dipingono quella omosessuale come l’unica famiglia felice e piena d’amore. Ormai, per la pubblicità, la mitica famiglia felice del Mulino Bianco è quella omosessuale, l’unica in cui è veramente possibile respirare amore, rispetto, tolleranza e apertura mentale.

carosello reloadedIl giovane Luca che tra un tagliolino Findus e l’altro fa coming out e svela alla mamma che Gianni non è il suo coinquilino ma il suo compagno e la mamma sorniona che non fa una piega e sostiene di averlo già capito da tempo lanciano sicuramente un messaggio di grande accoglienza e comprensione che, ovviamente, ha subito riscosso il plauso delle associazioni gay che, viceversa, poco più di un anno fa avevano praticamente crocifisso il povero imprenditore Guido Barilla.

Come si ricorderà, durante la trasmissione radio La Zanzara il presidente della multinazionale della pasta, illustrando le strategie pubblicitarie della sua azienda di famiglia, aveva scriteriatamente dichiarato che: “Il concetto di famiglia sacrale rimane uno dei valori fondamentali dell’azienda.  Non faremo spot con una famiglia omosessuale perché la nostra è una famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo con la nostra comunicazione possono fare a meno di mangiare la nostra pasta e mangiarne un’altra. Non per mancanza di rispetto per gli omosessuali, perchè tutti sono liberi di fare ciò che vogliono senza disturbare gli altri, ma perchè non la penso come loro e penso che la famiglia a cui ci rivolgiamo noi è una famiglia classica “.

Il seguito è cronaca: le rivoluzionarie dichiarazioni di Barilla, che rivendicava il diritto di non conformarsi al pensiero unico, hanno sollevato una bufera clamorosa sui social network fino a quando il re dei maccheroni è stato costretto a scusarsi pubblicamente ritrattando le sue inopinate affermazioni per non subire il boicottaggio della sua pastasciutta.

Ora dopo la Findus anche la Vodafone, pubblicizzando le nuove connessioni di quarta generazione, ha sdoganato definitivamente la famiglia LGBT, descrivendo una felice coppia di mamme lesbiche: una delle due aspetta con ansia nella sala d’attesa di un ospedale. Finché il momento arriva e la donna può finalmente entrare nella stanza per avvicinarsi sorridente ad abbracciare la sua compagna che ha appena partorito un bimbo. Anche in questo caso la pubblicità lancia un bel messaggio di coraggio, amore e armonia.

La triste famiglia Reloaded

Insomma per la pubblicità reloaded l’unica famiglia degradata è ormai la vetusta famiglia tradizionale fatta da un banale uomo e una banale donna. Due individui tristi, disincantati e anche un po’ scemi che ormai non hanno nulla da chiedere alla loro triste vita e mai e poi mai saranno in grado di crescere i figli in un ambiente sereno. Con buona pace dei milioni di famiglie italiane che ogni giorno si fanno un mazzo così per provare a sopravvivere alla crisi, alla precarietà e alla disoccupazione. E che cercano di dare alla nostra nazione dei nuovi cittadini, visto che in Italia le nascite stanno diminuendo vertiginosamente.

Ma tant’è. Questo è il progresso. Questo è il mercato. Questo è il mondo: un carosello. Ma reloaded.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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