Cala Zafferano

E’ appena iniziato il mese di agosto quando la stampa nazionale pubblica il reportage del fotografo cagliaritano Franco Nonnoi sulla bellissima Cala Zafferano (eccolo). Impietosamente le sequenze rivelano come nella zona del poligono di Teulada, teoricamente interdetta ai bagnanti, bombe e missili siano praticamente abbandonati in mezzo agli ombrelloni e alle persone che affollano la spiaggia, raggiungibile soltanto via mare. Un cartello ammonisce i bagnanti: Attenzione, pericolo bombe inesplose. Ovunque, sulla spiaggia e in mare, ci sono razzi, proiettili, bombe. In particolare attira l’attenzione un missile enorme conficcato sulla sabbia, ben visibile dal mare.

La ribalta mediatica porta i militari ad intensificare i controlli e nei giorni successivi la zona di Cala Zafferano viene completamente interdetta.

18 agosto. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti si reca a sorpresa in elicottero nel poligono di Capo Teulada dopo le polemiche innescate in Sardegna dal decreto Competitività che parifica l’inquinamento delle aree militari a quello dei siti industriali. La Pinotti respinge le accuse e spiega che il decreto ha spianato la strada alle bonifiche.

Lo sbarco a Cala Zafferano

25 agosto. In effetti nella zona tra Cala Zafferano e Punta Tonnara si insedia il Reggimento difesa Nucleare Biologica e Chimica (NBC) “Cremona”, destinato a quanto pare a rimanere due mesi nel poligono di Teulada. Si tratta dell’unico contingente delle Forze Armate specializzato nella difesa chimica, biologica, nucleare e radiologica e opera in siti potenzialmente tossici per ragioni di natura chimica, biologica o radiologica. Quel che succede a Cala Zafferano è top secret.

4 settembre. Una bomba lanciata durante le esercitazioni da un Tornado tedesco provoca un grande incendio nel poligono di Capo Frasca causando l’incendio di oltre 32 ettari di macchia mediterranea.

9 settembre. Mentre il Consiglio regionale della Sardegna è riunito a Cagliari per ascoltare le dichiarazioni del presidente della Regione Francesco Pigliaru sull’incendio scoppiato a Capo Frasca, il deputato di Unidos Mauro Pili denuncia l’avvistamento dal mare dell’accampamento del Reggimento NBC “Cremona” a Cala Zafferano. Pili afferma che i militari stanno lavorando con dotazioni antinucleari. Secondo le dichiarazioni del Capo di Stato maggiore della Difesa, nell’area sarebbe stata infatti rinvenuta la presenza di Torio, come noto una sostanza altamente radioattiva.

10 settembre. Oggi. Pili fa un blitz nella zona interdetta di Cala Zafferano. Denuncia e documenta una devastazione ambientale e archeologica terribile: nuraghe utilizzati come postazioni da tiro, villaggi preistorici trasformati in parcheggio o demoliti e le ormai note bombe inesplose vecchie di cinquant’anni. Un disastro. Pare poi che il reggimento “Cremona” – che solitamente interviene nelle zone ad altissimo rischio radioattivo – abbia aperto finora solo un corridoio per iniziare a fare i prelievi di terreno, oltre ad aver eliminato degli ordigni in cui era stata rilevata la presenza di Torio.

Cala Zafferano

Il progetto Siat

Lo scorso 30 luglio era previsto il via libera del Comitato paritetico per le servitù militari al progetto Siat del Ministero della Difesa che prevede l’allargamento del poligono di Capo Teulada con la costruzione di due interi villaggi, uno in stile balcanico e l’altro in stile medio orientale. L’obiettivo? Mica da poco. Realizzare in Sardegna un polo di eccellenza per l’addestramento delle truppe Nato in vista delle guerre preventive contro il terrorismo. L’estensione del poligono di Teulada pare presupponga anche un approfondito studio sull’impatto ambientale e sul pericolo di radioattività. Studio che potrebbe essere alla base della lunga presenza nella zona di Capo Zafferano del Reggimento difesa Nucleare Biologica e Chimica (NBC) “Cremona”.

Il progetto Siat, che prevede la ristrutturazione di vecchi edifici e la costruzione di nuovi per un investimento di 20 milioni di euro, è stato congelato. Dell’annunciata della riunione del Comitato paritetico per le servitù militari in programma il 30 luglio i media locali non hanno dato notizia, ma probabilmente è stata rinviata alla fine del mese. Qualche aggiornamento è comunque presente in questo articolo.

La cosa curiosa è che dallo stesso sito della Regione Sardegna (ecco il link) risulta che i due villaggi, uno in perfetto stile serbo-ortodosso e l’altro in stile mussulmano, esistono già da tempo. Probabilmente dovranno essere semplicemente ampliati dalla Vitrociset, la stessa società che ha realizzato il poligono interforze del Salto di Quirra (i lavori sarebbero dovuti finire nel 2016).

In definitiva, è chiaro che il Ministero della Difesa e la Nato puntano moltissimo sul poligono di Teulada sul quale hanno investito tante risorse.

Resta da capire quale forza contrattuale avrà il governatore Francesco Pigliaru, che nelle scorse settimane ha rifiutato di firmare il protocollo d’intesa sulle servitù militari con il ministro Pinotti e ora, come annunciato davanti al Consiglio regionale, ha dichiarato – rafforzato della grande mobilitazione popolare di sabato a Capo Frasca – di voler dar corso ai documenti approvati dalle commissioni Difesa di Camera e Senato chiedendo alla Difesa la dismissione dei poligoni di Capo Frasca e Capo Teulada.

Ma soprattutto resta da capire se la Nato, vista la situazione in Ucraina e in Medio Oriente (vedi anche questo post), sarà disponibile a rinunciare a quello che nello stesso sito della Regione Sardegna viene definito il “maggiore centro europeo d’addestramento ad alta tecnologia”.

Intanto, il prossimo 21 settembre è in programma la ripresa delle esercitazioni militari nel poligono di Capo Teulada. Di nuovo, come successo negli ultimi cinquant’anni, le bombe violenteranno il territorio di Teulada e Cala Zafferano privandoci ancora di un piccolo pezzo di paradiso.

 

 

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *