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Sud libera sud: insieme contro i pregiudizi

Bisognerebbe educare la gente alla bellezza; perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano vivi la curiosità e lo stupore. Queste parole, tratte da “La Bellezza” di Peppino Impastato, giornalista-poeta ammazzato dalla mafia, racchiudono efficacemente il messaggio di Sud Libera Sud, la manifestazione itinerante organizzata dai movimenti associativi Briganti e Pedagogia della R-Esistenza dell’Università della Calabria, che sta cercando di mettere in rete le tante energie che, disperatamente, cercano di riscattare i tanti Sud dell’Italia e del mondo.  La manifestazione – che a maggio approderà anche a Cagliari – sarà un’occasione per discutere in maniera costruttiva del rapporto ancora conflittuale tra Nord e Sud. Senza tentazioni separatiste o indipendentiste, ma per cercare di costruire – insieme – una  strategia della liberazione da un sistema sclerotico fatto pregiudizi e luoghi comuni. Per far capire che Nord e Sud devono lottare insieme per liberasi dalla corruzione, dall’illegalità e dalle tante mafie che come un cancro stanno mangiando la società.

Sud libera sud: la lotta si fa insieme

Sud libera SudA distanza di 153 anni dalla proclamazione dell’’Unità d’Italia non si può dire che l’annosa questione Meridionale sia stata veramente risolta. E che i pregiudizi che ostacolano una vera unità siano stati sconfitti. Dopo 150 anni di politiche tese a valorizzare il Nord-Est, tarda inoltre a decollare una economia Mediterranea che possa valorizzare anche le regioni del Sud d’Italia guardando verso il mercato Mediterraneo medio-orientale.

Eppure – si legge nel Manifestino di SUD LIBERA SUD – un Sud è esistito sempre. In tutte le epoche e in ogni parte del Mondo.

Il Sud ha l’aspetto grigio dei palazzi del Favero di Sant’Elia, a Cagliari, del quartiere Zen di Palermo, di Scampia a Napoli, di San Paolo a Bari. E ha molteplici volti. Quelli delle persone che, abbandonate a se stesse in immensi palazzoni di cemento armato, combattono una disperata “guerra incivile”. Tutti contro tutti. Ha i volti dei migranti che arrivano a Lampedusa stipati nelle carrette del mare provenienti da paesi ancora più a Sud nel mondo. Ma anche i volti di tutte quelle persone che cercano di combattere con coraggio, anche a costo della propria vita, il degrado e il malaffare. L’illegalità e la disperazione.

Se si potesse spiegare alle persone del Nord del Mondo che il Sant’Elia, lo Zen, le Vele, il San Paolo a livello planetario, resistono ed esistono anche tante, tantissime, le persone innamorate della vita, che lottano tutti i giorni  per non farsi assumere a tempo indeterminato dagli aguzzini del quotidiano a vendere la droga e svendere sé stessi! Se solamente si lottasse insieme a loro, avremmo capito, anche per un istante, il senso della parola Sud.

Il Sud – prosegue il manifestino di Sud Libera Sud – non è soltanto un posto fisico o geopolitico. Il Sud è il senso che il Nord ha smarrito di se stesso, durante il suo cammino verso l’autodistruzione. Il Sud è un viaggiatore collettivo che naviga nelle acque del Mediterraneo, un tempo mare nostrum, malauguratamente e malignamente fatto diventare mare monstrum; il più grande cimitero liquido della storia dell’umanità. Il Mediterraneo, non più come scialuppa di salvataggio di vite in fuga dalla morte, ma oramai diventato il veliero preferito che gli Stati del Nord Europa vogliono solo speronare e affondare negli abissi della ragione, la propria“.

Il programma di massima della manifestazione Sud Libera Sud a Cagliari – ancora nella fase organizzativa – prevede interventi di Stefano Usai, docente di Economia Politica, Marco Pignotti, docente di Storia Contemporanea, del ricercatore del CNR Luciano Gallinari, responsabile dell’ISEM ed esperto di politiche dell’immigrazione, dello scrittore e giornalista Pino Aprile e di altre personalità ancora da definire. L’evento sarà patrocinato dalla Mediateca del Mediterraneo con la partecipazione della sezione cagliaritana della Lega internazionale per i Diritti dell’Uomo.

“Se si insegnasse la bellezza  alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di enormi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. E’ per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza; perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano vivi la curiosità e lo stupore”.
(Peppino Impastato, La Bellezza)

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