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Immagina una sanità insana, vuoi?

La nostalgia ha tanti volti e tante espressioni. A volte si ha nostalgia di un amore idealizzato. O di un momento della vita in cui le cose andavano a meraviglia: grande forma fisica, sport, lavoro fisso, famiglia Mulino Bianco. Oppure di un luogo lontano in cui si sono trascorsi momenti spensierati. Ognuno di noi ha i suoi luoghi della memoria dove incontra le persone care e assapora i momenti più belli della vita. Ebbene, prova a lasciar scorrere la fantasia e immagina,  in un qualsiasi Paese del mondo, la nostalgia di un operatore ospedaliero che ricorda i bei tempi andati in cui negli ospedali si cucinava per i degenti. Prima che il servizio sanitario nazionale esternalizzasse le mense.

L’operatore sanitario ricorderebbe con nostalgia il cofano della sua auto pieno di ogni ben di Dio: carne, frutta e verdura di prima scelta dalla mensa ospedaliera prendevano il volo verso la sua tavola o quella dei suoi colleghi. Allora, come in un esercizio di training autogeno, immagina interi prosciutti, costate di manzo e cavallo, cassette straripanti di ortaggi e succulenti frutti di stagione. Un tripudio di generi alimentari stipati nel cofano dell’auto che arrivavano gratuitamente nelle case dei fortunati operatori senza fastidiose file al mercato e senza maneggiare il vil danaro.

Sanità sana: immagina, vuoi?

Ma immaginare la struggente nostalgia del nostro ipotetico operatore ospedaliero porta ad altri scenari.

immaginaImmagina ad esempio un ufficio. Immagina un funzionario che ordina la merce per i magazzini dell’ospedale. Immagina che il funzionario sbagli inavvertitamente nella richiesta di un articolo sanitario banale, di uso corrente: siringhe, lacci emostatici o articoli simili. E con quello sbaglio, il prezzo della merce richiesta per il magazzino dell’ospedale lieviti enormemente.

Immagina che da poche migliaia di euro il prezzo possa arrivare a svariati milioni. Sarebbe incredibile vero?

Sempre nella stessa scena, poco lontano, immagina dei macchinari costati tanti soldi che però non vengono messi in funzione. Anche stavolta solo per distrazione. Immagina ad esempio un dirigente che, per i molteplici impegni dovuti alle sue molteplici responsabilità, passa poco e niente nelle corsie di quell’ospedale.  E  senza passare in corsia, senza vedere i pazienti e la loro sofferenza, si dimentica di chiedere al tecnico di mettere in funzione quel macchinario che era stato disegnato come il fiore all’occhiello del reparto. Che assurda distrazione. Te lo immagini?

Immagina, puoi.

Immagina anche altri costosi macchinari inutilizzati da mesi perché per negligenza nessuno si è degnato di segnalare il guasto.

Incredibile.

A questo punto immagina che tutti questi sprechi, sommati l’uno con l’altro e sommati ad altri mille sprechi e distrazioni, facciano lievitare a dismisura la spesa sanitaria privando le amministrazioni locali di risorse preziose per lo sviluppo. Risorse che potrebbero servire a far lavorare chi ha veramente voglia di lavorare.

Ma cosa immagini? Tutte queste cose brutte qui da noi non succedono mica. I nostri dirigenti sono persone estremamente attente e coscienziose. Mai distratte. Per questo, il nostro servizio sanitario va a gonfie vele, le casse pubbliche sono floride e i pazienti sono tanto felici.

E la nostalgia di quell’operatore sanitario, quel cofano pieno di vettovaglie, sono soltanto frutto della tua insana immaginazione. Per questo, visto che la sanità funziona a meraviglia, sarebbe opportuno che ti facessi curare.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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