Per una volta cerchiamo di non essere ipocriti. Al di là dei discorsi politicamente corretti e della sacrosanta indignazione della comunità dei non udenti che lo ha accusato di aver fatto una parodia della lingua dei segni, Thamsanqa Jantjie, il falso interprete protagonista della commemorazione di Nelson Mandela, è un grande. I gesti a vanvera e la faccia seria del trentaquattrenne sudafricano che fingeva di tradurre in mondovisione nella lingua dei segni i discorsi dei grandi della Terra, tra cui anche Barack Obama, hanno dato vita ad una scenetta esilarante che passerà alla storia. Non ha importanza se l’interprete – probabilmente malato di schizofrenia – sia veramente tale, abbia veramente visto gli angeli entrare nello stadio gremito per onorare Mandela. Non importa se, come i Blues Brothers, l’interprete sudafricano fosse in missione per conto di Dio e se veramente fosse convinto che quel che faceva fosse di vitale importanza per il suo Paese.Quel che conta è che abbia veramente lasciato il segno.

Un interprete che lascia il segno

Interprete mandela
Thamsanqa Jantjie, interprete

La presenza innocua e indifesa di Jantjie che gesticolava nella tribuna d’onore al fianco dei grandi della Terra è bastata a mettere in luce un buco clamoroso nelle misure di sicurezza adottate dall’organizzazione dell’evento sudafricano.

Come il giovane hacker che lavorando sul suo portatile dalla sua cameretta sperduta nel mondo, magari in pigiama e papalina in testa, riesce a forzare il sistema informatico della Casa Bianca, anche Jantjie, che ha chiesto perdono al mondo per il suo gesto confessando di essere affetto da schizofrenia, è riuscito con una semplicità incredibile a forzare il sistema della sicurezza mondiale, eludere tutti i controlli e tradurre nella sua lingua immaginaria addirittura il discorso del presidente degli Stati Uniti, l’uomo più potente del mondo.

E’ una cosa che fa riflettere.

Per mettere in difficoltà i potenti a volte ci vuole un pizzico di follia. Per questo Thamsanqa Jantjie, che passerà alla storia come l’interprete di Mandela, è da annoverare di diritto tra i grandi della terra. E sicuramente vedendo la performance dell’interprete alla sua commemorazione in mondovisione, anche Nelson Mandela da lassù si sarà lasciato scappare un sorriso.

 

 

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