Arriva in Sardegna il processo civile telematico

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processo civile telematico

Una porta. Un punto di accesso. Un varco, attraverso il quale entrare nel mondo della Giustizia. Non stiamo parlando di un’avventura fantasy che si svolge a Mordor, patria di Sauron, Signore degli Anelli. Stiamo parlando del Punto d’Accesso telematico attraverso il quale tutti gli operatori della giustizia, magistrati, avvocati e cancellieri, potranno interagire tra loro scambiandosi atti e documenti e consultando comodamente online dal proprio studio o dal proprio ufficio i fascicoli processuali. Sì perché anche i Tribunali sardi, notoriamente penalizzati da enormi carichi di lavoro che rallentano a dismisura i procedimenti giudiziari, si stanno finalmente mettendo al passo con i tempi. Dal prossimo 30 giugno, dopo un periodo di transizione in cui sarà valido il cosiddetto “doppio binario”, anche il mondo della giustizia isolana dirà addio alle scartoffie e si informatizzerà: atti processuali, memorie, decreti ingiuntivi e altri documenti potranno essere presentati per via telematica. Quella del processo civile telematico è una rivoluzione molto attesa in Sardegna visto che, in quest’ultimo anno, la chiusura delle sedi distaccate ha portato nei Tribunali principali dell’isola un numero inverosimile di fascicoli cartacei che hanno letteralmente intasato le cancellerie.  

Il progetto Iresud 2 – Giustizia Digitale

Il progetto Iresud 2–Giustizia Digitale, promosso dall’Assessorato degli Affari Generali che ha a disposizione quattro milioni di euro provenienti dall’Unione Europea, permetterà di attivare in ogni sede giudiziaria della Sardegna un Punto d’accesso che consentirà ai circa 5200 avvocati sardi, a tutti i magistrati civili e ovviamente ai cancellieri di interagire tra loro via internet. Inizialmente con il sistema del processo civile telematico sarà possibile solo consultare i fascicoli online, mentre per spedire i singoli atti e documenti in cancelleria – passaggio che effettivamente porterà un’accelerata alla macchina della giustizia isolana – servirà un apposito accordo tra il singoli Tribunali e il ministero della Giustizia. Il Punto d’Accesso prevede infatti anche un software, il cosiddetto “Redattore atti”, che permetterà agli avvocati di inviare i documenti in una sorta di busta telematica che ne garantirà l’adeguata sicurezza e riservatezza. Il Punto d’Accesso sarà gratuito per un anno (con una probabile proroga per l’anno successivo), dopodiché per utilizzarlo gli avvocati dovranno pagare un abbonamento annuale di circa 400 euro.

La Regione Sardegna dunque, in ottemperanza al piano di e-Government avviato nel lontano 2001 dal Governo proprio per semplificare e velocizzare la giustizia civile italiana, ha deciso di avviare la semplificazione e modernizzazione del sistema giudiziario regionale dando finalmente gambe al Processo civile telematico. Il progetto Iresud 2 – Giustizia Digitale prevede un’attività di consulenza e supporto allo start-up dei progetti di informatizzazione attraverso un’adeguata formazione di tutti i protagonisti della filiera giudiziaria e la predisposizione delle necessarie infrastrutture negli uffici giudiziari dell’isola. In particolare, il Processo civile telematico prevede l’attivazione di due nuovi servizi: il Punto d’Accesso, con il quale i soggetti abilitati possono consultare i propri fascicoli informatici ed effettuare le comunicazioni telematiche, e il software “Redattore atti”, con il quale gli avvocati potranno predisporre una vera e propria busta telematica contenente atti e documenti da depositare in cancelleria.

Il primo Punto d’Accesso, attivato grazie ad una intesa firmata dall’assessore regionale degli Affari generali Mario Floris e dal presidente dell’Ordine degli avvocati di Cagliari Ettore Atzori, è stato presentato nei giorni scorsi a Cagliari, ma nelle prossime settimane l’operazione sarà estesa anche agli altri Tribunali sardi che dovranno arrivare pronti all’appuntamento del prossimo 30 giugno 2014, data in cui – dopo una fase di transizione in cui sarà consentito il deposito sia in forma cartacea che telematica – lo scambio di documenti e atti processuali avverrà come detto esclusivamente per via telematica. Per questo tutte le singole sedi giudiziarie sarde dovranno attivarsi quanto prima per stipulare le necessarie intese con il ministero.

“Con il Processo civile telematico e la digitalizzazione dei fascicoli giudiziari la Regione sarda intende dare un contributo alla macchina della giustizia per imprimere un’accelerazione alle risposte che attendono i cittadini e il sistema paese”, ha spiegato l’assessore Floris durante la presentazione cagliaritana. Anche il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cagliari, Ettore Atzori, ha sottolineato che il processo civile telematico porterà una “maggiore scorrevolezza di tutta l’attività amministrativa”. Entusiasta anche il presidente del Tribunale di Cagliari, Francesco Sette, che ha evidenziato l’importanza di “consentire agli avvocati di accedere al circuito processuale” e ha assicurato che quanto prima si procederà alla stipula dell’intesa con il Ministero per attivare da subito il sistema del “doppio binario”. Alla presentazione del punto d’accesso cagliaritano ha partecipato anche il docente di Informatica Giuridica dell’Università di Cagliari Gian Marco Gometz che ha illustrato il funzionamento del processo civile telematico.

PIEGHEVOLE

Il processo civile telematico

Il Punto di Accesso della Regione, elemento chiave per comprendere il funzionamento del Processo civile telematico, è dunque un servizio studiato in primo luogo per gli avvocati, che avranno la possibilità di “gestire da qualunque luogo i propri fascicoli, i documenti, le comunicazioni e i pagamenti delle spese di giustizia”. In particolare, il software “Redattore atti” integrato nel Punto d’accesso permetterà, con una procedura guidata, di creare un’apposita “busta telematica” firmata digitalmente, che conterrà gli atti e i documenti da depositare in cancelleria. A quel punto il sistema del Processo civile telematico consentirà alla cancelleria di visualizzare, attraverso il sistema informativo civile (SICI), la “busta telematica” depositata dall’avvocato e di archiviare e conservare senza spreco di spazio il fascicolo informatico trasmesso dal legale. Dal canto loro i magistrati potranno visualizzare e gestire il proprio ruolo, redigere e depositare provvedimenti tramite un apposito software, la “consolle del magistrato”. Attraverso il Processo civile telematico sarà inoltre possibile inviare le notificazioni e le comunicazioni dagli uffici giudiziari agli avvocati: il messaggio con allegato l’eventuale provvedimento del giudice, redatto con la “consolle del magistrato”, verrà inviato direttamente alla casella di posta elettronica certificata dell’avvocato integrata nel Punto d’Accesso. Infine attraverso il servizio di consultazione dei fascicoli, integrato nel Punto d’accesso, sarà possibile visualizzare via web le informazioni contenute nei registri generali (SICID e SIECIC).

Processo civile telematicoPer collegarsi al Punto d’Accesso regionale, all’indirizzo https://regionesardegna.accessogiustizia.it, gli avvocati dovranno disporre, oltre che naturalmente di una connessione internet, della tessera sanitaria in cui sia stato preventivamente abilitato il certificato di firma digitale e dell’apposito lettore di smart card che viene dato agli utenti in sede di installazione del certificato (questo servizio è disponibile, oltre che in Tribunale per gli avvocati, anche presso gli appositi uffici delle Aziende sanitarie locali dell’isola che lo garantiscono a tutti i cittadini maggiorenni).

Il Processo  civile telematico è stato previsto esclusivamente per il contenzioso civile, le cause del Tribunale del lavoro, le esecuzioni mobiliari, le esecuzioni immobiliari e le procedure concorsuali. Solo in un secondo momento sarà esteso anche ai procedimenti penali.

© Alessandro Zorco

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