Sardegna in lutto

Sardinia no est Italia, sostengono gli irriducibili che lottano per l’indipendenza della nostra isola. E rivendicano giustamente che sia data dignità alla storia millenaria del nostro popolo senza una Nazione. Ma siamo sicuri che sia vero? Siamo sicuri che adesso davvero la Sardegna non sia Italia? In questi giorni drammatici di lutto, di morte e di devastazione la nostra terra, ferita da un disastro senza precedenti che ha seminato morte e distruzione, ha invece dimostrato di essere Italia in tutti i sensi. Nel male e nel bene.

La Sardegna è l’Italia

SardegnaLa Sardegna è l’Italia che costruisce senza alcun criterio nei greti dei fiumi, in barba alle più elementari norme idrogeologiche. Che non destina risorse alla prevenzione delle catastrofi, che costruisce ponti che si sgretolano alla prima piena. La Sardegna è l’Italia governata da una classe politica che in sessant’anni, tranne sporadiche eccezioni, si è dimostrata incapace di risolvere gli enormi problemi della nostra regione. Che ha avuto a disposizione un mare di risorse ma non è riuscita a risolvere gli atavici problemi infrastrutturali dell’isola. La Sardegna, ce lo dimostrano le cronache giudiziarie, è l’Italia della corruzione, del malaffare, dei soldi pubblici sperperati in inutili beni di lusso e in feste faraoniche mentre fuori dai palazzi la gente non ha soldi per mangiare. E’ l’Italia dei politici arrivisti, dei concorsi pubblici sospetti, dei posti di lavoro governati da dirigenti super pagati per esercitare il potere nei confronti di chi lavora e fa onestamente il proprio dovere. Delle lobby politico-economiche che gestiscono e si spartiscono tutto. Del silenzio omertoso, delle insulse polemiche da bar. E’ l’Italia che chiede un calcio in culo al potente di turno perché sennò non riesco a trovare un buon lavoro. Non importa se c’è uno che lo merita molto di più.

La Sardegna è l’Italia dei ladri. Dei disonesti. Degli sciacalli che simulano allarmi della Protezione Civile per saccheggiare indisturbati le case abbandonate da famiglie distrutte dalla paura.

La Sardegna è l’Italia che non ha vergogna.

Ma la Sardegna è anche l’Italia della solidarietà e della cooperazione. Di tanti uomini e donne che lavorano onestamente per garantire il pane ai propri figli e che, nonostante tante batoste, non hanno perso la speranza. Persone che conoscono il valore del silenzio e si rimboccano le maniche per correre in aiuto di chi ha perso tutto. E’ l’Italia in cui la Protezione civile è gestita soprattutto da tanti volontari che magari non hanno lavoro, perché la disoccupazione giovanile è alle stelle, ma partono immediatamente verso le zone più colpite dall’alluvione perché credono sia giusto dare il loro contributo gratuito.

La Sardegna è l’Italia che crede che dopo la perdita di tante vite innocenti debba per forza esserci una resurrezione. E’ l’Italia delle lacrime e del sudore. L’Italia che cade ma ha voglia di rialzarsi e di essere più forte di prima. Che crede ancora che giustizia, onestà, legalità e etica siano valori, non solo parole da usare quando fa comodo. La Sardegna è l’Italia che crede nella meritocrazia e conosce l’ospitalità e la gratitudine. Che sa che ci si può risollevare soltanto se non si sta da soli, ma insieme agli altri. In Italia, in Europa e nel mondo. La Sardegna, pur con la sua storia millenaria, la sua lingua e la sua autonomia da tutelare come il più prezioso dei tesori, è l’Italia: Sardinia est Italia. E Italia est Sardinia.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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