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Satanismo in Italia, l’eterna lotta tra il Bene e il Male

Da una parte ci sono gli adepti tesserati regolarmente. Poche centinaia in Italia, cinquemila in tutto il mondo. Professionisti stimati e ligi alla legge, che però hanno scelto di stare dalla parte del Male. Spesso associati in sodalizi legalmente riconosciuti con tanto di rogito notarile. Spesso in forma di onlus. Persone che, conoscendo perfettamente la differenza tra un simbolo e la realtà e non sognandosi neppure lontanamente di compiere un reato, lanciano nella Rete i loro proclami metaforici inneggianti al Demonio e parlano (metaforicamente) di omicidi e altri terribili sacrifici da offrire a Satana. Dall’altra ci sono i ragazzini – purtroppo tanti ragazzini – che, in una società dove la trasgressione è spinta sempre più avanti, per trasgredire scelgono il simbolo del Male. Scaricano da internet i riti satanici e i proclami metaforici che i professionisti del Demonio non si sognerebbero mai di mettere in pratica e, non avendo bene a fuoco la distinzione tra simbolismo e realtà anche perché spesso fanno abbondante uso di stupefacenti, compiono reati di ogni tipo: rubano ostie consacrate per i loro riti, uccidono crudelmente gli animali, profanano le tombe nei cimiteri. Fino anche, in casi fortunatamente sporadici, ad uccidere esseri umani. E’ la mappa del satanismo in Italia disegnata dal sociologo e studioso delle religioni Massimo Introvigne nel suo saggio I satanisti. Storia, riti e miti del satanismo, edito da Sugarco.

satanismoMassimo Introvigne, nel 2010, in occasione della presentazione del libro a Cagliari, nella parrocchia di San Paolo, mi rilasciò una interessante intervista sugli aspetti sociologici del satanismo, che a suo tempo era stata pubblicata in forma ridotta sul quotidiano locale su cui scrivevo. Oggi – essendo ancora un argomento molto attuale – la ripropongo.

Il satanismo in Italia e in Sardegna

Professor Introvigne, il demonio esiste?

Dal punto di vista della mia fede cattolica, io credo a quello che insegnano il Catechismo e il Magistero della Chiesa: il Diavolo esiste ed è attivo nel mondo. Gli aspetti teologici esulano però dalla mia ricerca, costruita come un’indagine sui gruppi di satanisti che sono esistiti ed esistono, a prescindere da qualsiasi valutazione teologica o spirituale sull’esistenza del Diavolo. Il libro è dedicato ai satanisti non al Diavolo. Tra l’altro, alcuni satanisti non credono loro stessi nell’esistenza del Diavolo.

Non credono all’esistenza del Diavolo?

Bisogna distinguere tra due tipologie di satanismo: quello occultista e quello razionalista. Il satanista occultista crede veramente che esista il Diavolo. I suoi sono rituali evocatori  che hanno lo scopo di entrare in contatto con questo personaggio. Poi ci sono i satanisti razionalisti che forse oggi sono la maggioranza: per loro il Diavolo non esiste.

E allora perché compiono i rituali satanici?

Per loro il rituale satanico è una performance teatrale, uno psicodramma con cui si liberano dai retaggi oppressivi. Pur avendola formalmente abbandonata, molti conservano la religione sotto forma di sensi di colpa che impediscono di fruire delle cose gradevoli della vita. Pensi che Anton Szandor LaVey, che nel 1966 ha fondato la Chiesa di Satana, personalmente non credeva nell’esistenza personale del Diavolo: per lui Satana rappresentava l’indulgenza in luogo dell’astinenza. Oggi questo filone di satanismo è diffuso più in Europa che negli Stati Uniti.

Ci si limita a riti di carattere sessuale?

No. Nel satanismo ci sono veri e propri rituali di tipo anticristiano. Secondo LaVey, che era di origini ebraiche, per quanto una persona sia diventata atea e non creda più nel peccato, continua ad avere dei sensi di colpa quando gode della sessualità, delle buone mangiate e dell’esercizio del potere senza problemi morali. Gesti come profanare un’ostia o spezzare un crocifisso – secondo i satanisti – hanno un senso anche se uno non crede, anche se pensa che l’ostia sia solo un pezzo di pane o il Crocifisso sia solo un pezzo di legno. Nell’inconscio sono considerati gesti teatrali che servono a liberarsi di questa cappa  di sensi di colpa che viene dal giudeo-cristianesimo.

E i veri occultisti?

Nel caso dei satanisti occultisti questi rituali servono effettivamente ad entrare in contatto con il Diavolo. E’ il caso del Tempio di Set che nel 1975 si è staccato dalla Chiesa di Satana fondata da LaVey.

Sociologicamente che tipo di persone sono i satanisti?

Bisogna distinguere tra i satanisti tesserati e i satanisti ragazzini. I primi sono abbastanza pochi, non più di 5mila in tutto il mondo. In Italia parliamo di qualche centinaio di persone che fanno parte di organizzazioni che si sono costituite legalmente davanti a un notaio, hanno creato dei siti internet e delle riviste. Sono persone che magari nella loro vita non hanno mai preso una multa, stimati professionisti. E’ raro che commettano reati perché hanno una forte visibilità e sono facilissimi da controllare. Il secondo gruppo è invece più numeroso: si parla di circa 10mila persone nel mondo con una particolare concentrazione in Italia. Sono gruppetti di massimo dieci-quindici persone, con qualche maggiorenne. In ogni caso hanno tutti meno di  trent’anni, sono sempre drogati e scaricano rituali da internet in modo casuale. Sono gruppi effimeri, stanno insieme per pochi anni e quasi sempre commettono reati perché non hanno la capacità di distinguere tra metafora e realtà. Nella grande maggioranza dei casi si tratta di reati minori (sacrifici di animali, oltraggi alle tombe o alle chiese, furto di ostie) ma in qualche caso c’è anche scappato il morto, come nel caso delle Bestie di Satana a Varese nel 2004 e di suor Laura Mainetti, sacrificata a Satana a Chiavenna nel 2002. Finora, anche se si tratta di casi molto diversi, sono gli unici due casi certi in Italia.

San Michele - SatanismoProfessor Introvigne, che portata ha il fenomeno del satanismo in Sardegna?

In Sardegna non ci sono gruppi organizzati di satanisti che hanno chiesto di essere registrati come associazioni, ma sono stati registrati episodi di sacrifici di animali, oltraggi alle tombe o alle chiese, furti di ostie. In questa regione sono segnalati quattro o cinque gruppi, ma è possibile che siano anche di più visto che spesso si riuniscono nelle case. Per la verità questi sono fenomeni diffusi abbastanza uniformemente in tutta Italia, con picchi a Roma e Milano e dintorni, e la Sardegna non è esente. Ormai questi gruppi sono dappertutto perché la socializzazione non avviene tramite contatti personali, ma tramite internet.

Perché questo fenomeno affascina i giovani?

Il satanismo è sicuramente più pericoloso per i giovani che per gli adulti, che spesso diventano occultisti perché, dopo aver provato tante cose, vogliono provare anche il satanismo. Per i giovani si tratta invece di una manifestazione di devianza: nel Sessantotto i ragazzi scandalizzavano professori e genitori  con sesso, droga e rock & roll, oggi hanno bisogno di simboli più estremi, maligni: uno di questi è il Diavolo, ma viene utilizzato anche il simbolo di Hitler di cui magari non sanno nulla. Usano i simboli del male per provocare.

Il satanismo è il frutto di una società che sta perdendo i valori fondamentali …

Si tratta per la maggior parte di persone che hanno perso ogni contatto con la Chiesa cattolica. Basti pensare che la patria del satanismo è la Scandinavia, il luogo più scristianizzato del mondo.

Esiste una connessione con il fenomeno delle sette?

Non si tratta di fenomeni completamente separati. Ovviamente è molto difficile che un Testimone di Geova diventi un satanista, ma è facile che persone che vanno alla ricerca di alternative ai movimenti religiosi di tutti i tipi e vagano a lungo da un posto all’altro in cerca di esperienze occulte si imbattano anche in gruppi satanici.

Esiste una connessione con l’occultismo dei maghi a pagamento?

In qualche caso sono stati riscontrati anche dei legami con i maghi a pagamento. E’ emerso dopo la morte che qualche mago fosse anche affiliato a gruppi satanisti tesserati, ma ovviamente non è obbligatorio che questo avvenga.

Paolo VI diceva che anche nella Chiesa è entrato il fumo di Satana…

Il significato di questa famosa affermazione di Paolo VI è più che altro di tipo metaforico: si riferisce alla cattiva teologia e alla cattiva interpretazione del Concilio vaticano secondo. Paolo VI riaffermò con forza l’esistenza del Demonio. Ma si riferiva alle deviazioni di carattere disciplinare, morale e teologico del clero. In realtà la Chiesa si è occupata abbastanza poco dei satanisti vedendo l’influenza del Demonio per lo più nelle tentazioni che toccano tutti. La Chiesa conosce il problema del satanismo ma sa che i numeri sono bassi e reputa che una mobilitazione straordinaria sarebbe sproporzionata.

La psicosi collettiva fa il gioco dei satanisti?

Il satanismo è un fenomeno che ha molta visibilità e sicuramente piace molto ai giornalisti. Suscita forti reazioni che portano a dare numeri più alti di quelli reali e alla pubblicazione di libri spesso scritti da mistificatori che si spacciano per ex satanisti e raccontano episodi magari inventati. Poi, regolarmente questi mistificatori sono screditati, con la conseguenza di una maggiore indulgenza verso i veri satanisti. Poi, quando succedono nuovi incidenti, sale una nuova ondata di indignazione. E’ un ciclo continuo.

Esiste una connessione tra il satanismo e la massoneria?

E’ un tema molto dibattuto. Si distingue tra una corrente fredda, razionalista e filosofica della massoneria e una corrente calda, occultista. Nella storia della massoneria italiana, il Grande Oriente, la corrente occultista è stata sconfitta nella prima metà ottocento. Insomma, esiste una massoneria occultista che invoca al Demonio ma si tratta di gruppi marginali in Italia e nell’intera Europa continentale, piccole obbedienze massoniche da non confondere con la massoneria vera e propria: in Italia nel 1859 il Grande Oriente ha dato un’impronta razionalistica proprio in polemica con le altre forme di massoneria legate all’esoterismo.

In definitiva, secondo lei, il satanismo è un fenomeno pericoloso ma non di proporzioni enormi…

Non bisogna sopravvalutarne i numeri, ma neppure sottovalutare il fenomeno, perché qualche volta il morto ci scappa. E sono delitti che colpiscono per la loro efferatezza. Mi è capitato soprattutto all’estero, dove è più facile che un satanista dichiari con orgoglio la sua appartenenza, di intervistare qualche occultista. Dicono di essere persone innocue e di non aver mai commesso reati. Eppure il loro estremismo verbale è molto pericoloso, come poteva esserlo quello dei teorici delle Brigate rosse o lo è quello dei predicatori islamici. I loro proclami, messi nelle mani di ragazzi che non riescono a capire la differenza tra realtà e metafora, possono causare danni enormi.

Come prevenire i crimini legati al satanismo?

Si stima che in ogni momento in tutto il mondo un migliaio di bande sataniste giovanili, circa duecento in Italia, commettano reati: in un caso su mille si tratta di un omicidio. A differenza dei satanisti organizzati, le bande giovanili sono un fenomeno molto difficile da monitorare. Non si può sapere se dai piccoli reati passeranno ad un crimine più grosso. Anche perchè quando dal sacrificio di un gatto si passa a quello di un essere umano influiscono sicuramente degli elementi psicopatologici. Ma ho appurato che quando si esaminano i casi criminali, la droga c’entra sempre. Non tutti i drogati ovviamente sono satanisti, ma possiamo affermare che tutti i giovani satanisti criminali sono drogati.

Cosa fare per difendere le nuove generazioni da questi pericoli?

La legge qualcosa può fare ma non è risolutiva. E’ un problema di educazione. La scuola, la cultura, la stessa Chiesa e la famiglia possono fare molto per prevenire il satanismo. La repressione arriva sempre troppo tardi, quando il reato è stato commesso.

@alessandrozorco

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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