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Papa Francesco, l’umiltà sbarca in Sardegna

Papa Francesco sarà domenica a Cagliari: non è un caso che il pontefice argentino abbia programmato il suo primo vero e proprio viaggio apostolico a Cagliari, nel santuario dedicato alla Madonna di Bonaria, che lega come un filo invisibile la Sardegna alla sua città Buenos Aires. Della grande devozione di Francesco a Maria, come di tanti altri aspetti della sua trascinante personalità che sta affascinando credenti e non credenti in tutto il mondo, ha parlato a Cagliari, nella sala congressi della Basilica di Bonaria, lo scrittore e giornalista Andrea Tornielli, autore di una biografia su papa Francesco. Il  giornalista  – invitato a Cagliari dall’Ucsi Sardegna e dalla Diocesi cagliaritana – ha raccontato alcuni episodi che fanno meglio comprendere la grande umanità di Papa Bergoglio e la sua grande capacità di superare barriere e divisioni.

Le parole  del vaticanista della Stampa hanno gettato una luce in più sull’amore e la simpatia eccezionali suscitati nella gente da Papa Francesco, dipingendo un uomo di grande spessore ma anche di grande umiltà che continua a avvertire il mondo dei credenti di un pericolo fondamentale per chi ha ricevuto il dono della fede: quello del presumersi giusti. E’ anche questo pressante invito alla non autoreferenzialità di una Chiesa che deve invece aprirsi e frequentare le periferie geografiche ed esistenziali del mondo ad aver infiammato tante persone, anche lontane dalla Chiesa che vedono in Papa Francesco un grande esempio di coerenza. “C’è il pericolo di qualche incidente – ha detto Tornielli – ma il Papa ha detto che è meglio una chiesa incidentata che una chiesa chiusa in se stessa”.

Papa Francesco, un prete di strada

Papa Francesco - convegno con Tornielli a CagliariIl giornalista ha raccontato alcuni aneddoti inediti: il giovane Jorge Mario che a 17 anni scopre in confessione la sua vocazione (“Dio mi ha sorpreso con la guardia abbassata”, dirà anni dopo Papa Francesco). Ma tiene nascosta la sua scelta dicendo per un po’ ai genitori che sta studiando medicina. Una bugia che alla fine viene scoperta dalla madre perché i libri che il figlio sta studiando sono di Teologia e non di Medicina. Netta la risposta: “Mamma, sì sto studiando medicina, la medicina dell’anima”.

“Le scelte di Papa Francesco sono sempre state dettate da relazioni umane – ha spiegato Tornielli -: ha scoperto la sua vocazione parlando con il suo confessore, mentre dopo aver parlato con un amico cardinale lo scorso 13 marzo ha scelto di accettare la nomina sul soglio di Pietro”. Proprio la sua predilezione per i rapporti umani, il suo essere un prete callero, cioè di strada, lo ha portato a non voler abitare le lussuose e dispersive residenze papali per vivere a Villa Marta.

Francesco – ha raccontato Tornielli – è un Papa umano che rivela di essersi qualche volta anche addormentato, vinto dalla stanchezza, davanti al Tabernacolo perché, dice, “bisogna contemplarlo ma soprattutto lasciarsi guardare da Dio”. E’ un papa che all’occorrenza sa anche cucinare, che vive in un piccolo appartamento dove deve fare anche le pulizie (viene aiutato solo una volta alla settimana). E’ un Papa che rispetta la fede popolare e le devozioni, prima di tutte quella a Maria. La Madonna che scioglie i nodi, venerata in Baviera, è diventata il suo simbolo e ora è molto seguita in Argentina. “Il Papa – ha riportato Tornielli – dice che la fede del popolo non ha nulla a che fare con l’intellettualismo”. E’ il Papa dell’umiltà, che senza mettere in discussione la laicità dello Stato non ha paura di dire che anche i politici devono essere armati di umiltà e di amore per il popolo. Il Papa che ha accolto l’invito del suo predecessore Albino Luciani, Giovanni Paolo I,  a volare basso. Che si sposta in utilitaria incurante dei rischi che corre, nonostante molti cardinali vicini a lui continuino a circolare con scorta e macchinoni. E’ il Papa che cerca di snellire la burocrazia della curia, come nel caso dello caso Ior: più volte ha ripetuto che San Pietro non aveva bisogno di una banca. E’ un Papa che chiede ai sacerdoti una conversione pastorale che contrasta – ha detto Tornielli – con il neoclericalismo di ritorno. “I pastori devono avere l’odore delle pecore, stare davanti, in mezzo e dietro il gregge per evitare che le pecore si perdano”, ha aggiunto ricordando un recente discorso ai nunzi apostolici in cui Papa Francesco ha detto chiaramente che “i preti non devono avere la psicologia dei principi”. Come dire: bisogna dare un taglio netto ad ambizione personale e carrierismo.

Altro aneddoto ricordato dal vaticanista della Stampa: “Fai l’elemosina”, ha chiesto da poco Bergoglio a un cardinale. “Guardi negli occhi le persone cui fai l’elemosina?”, ha poi aggiunto. Per concludere: “Tocchi la mano alle persone a cui fai l’elemosina?”. Tradotto: fare il bene significa riuscire a toccare la carne di Cristo.

Bergoglio, dal racconto di Andrea Tornielli incarna la Chiesa che annuncia la fede e che crede che testimoniare l’amore e la misericordia sia più importante rispetto all’annuncio morale, a quello dei divieti e delle condanne. Ed è forse questo il motivo di tanta simpatia. Un atteggiamento, quello del Papa che forse fa poca notizia in una società dove i mass media spesso parlano della Chiesa quando c’è un aggancio politico e un’occasione per riattizzare le polemiche. Ne sa qualcosa anche l’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio. Che ha raccontato: “E’ bastato dire che la Chiesa di Cagliari, pur non mettendo in dubbio il primato della famiglia, è vicina anche alle nuove situazioni perché i giornali scrivessero “Miglio apre alle coppie di fatto”.

Con Papa Francesco, che domenica sarà a Cagliari, finalmente il primato passa alla coscienza e alla ricerca della verità. Lo ha detto chiaramente rispondendo la settimana scorsa alla lettera del fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari: Quel dialogo è la dimostrazione lampante che se c’è onestà intellettuale ci può essere un dialogo costruttivo e senza reciproci pregiudizi anche tra credenti e non credenti. “Il credente non può essere autoreferenziale e orgoglioso per qualcosa che non dipende da lui – ha detto Tornielli concludendo l’incontro -: può soltanto dare la testimonianza di un dono che ha ricevuto ma che non dipende in alcun modo dalla sua volontà”.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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