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Zona Franca in Sardegna, il Comitato insorge

Zona franca più vicina in Sardegna? La commissione Autonomia del Consiglio regionale ha varato ieri un progetto di legge nazionale che modifica il titolo terzo dello Statuto sardo, consente alla Regione di disporre esenzioni e agevolazioni per imprese sui dazi doganali e in pratica prevede anche il riconoscimento della zona franca fiscale. Sembrerebbe una grande vittoria per i sardi, ma questo provvedimento rischia di rivelarsi un boomerang. Il centrodestra esulta e parla di un netto passo avanti verso la richiesta di istituzione della zona franca integrale. Ma il progetto di legge non piace al Comitato Zona franca Sardegna che lamenta di non essere neppure stato sentito dalla commissione. “Questa legge è un pasticcio”, spiega Francesco Scifo, uno dei leader del Comitato insieme alla dottoressa Maria Rosaria Randaccio, “perché attribuisce le competenze in materia di zona franca al Parlamento italiano che non approverà mai una legge di questo genere“. In questo modo, secondo il comitato per la zona franca, la Sardegna rischia di perdere anche le prerogative conquistate con il decreto 75 del 1998 a causa di un provvedimento che contraddice anche la legge n. 20 approvata lo scorso agosto dal Consiglio regionale.

Zona franca e autonomia

Incurante del Comitato che in questi mesi ha organizzato assemblee e manifestazioni in tutta la Sardegna e ha indotto la maggior parte dei Comuni sardi a pronunciarsi a favore della zona franca, la politica ha preso dunque il pallino del gioco. Senza neppure sentire in audizione il Comitato Zona Franca Sardegna, la commissione Autonomia del Consiglio regionale ha varato all’unanimità un progetto di legge nazionale che modifica il titolo terzo dello Statuto sardo (che come è noto può essere modificato con legge ordinaria). La norma, che dovrà essere approvata dal Consiglio regionale dopo il parere del Consiglio delle autonomie locali, consente alla Regione di disporre “esenzioni e agevolazioni fiscali per le imprese, sgravi di imposte sui profitti e salari”.  Una prerogativa peraltro già prevista dall’articolo 10 dello Statuto. La legge varata dalla commissione Autonomia prevede inoltre – ed è questa la norma più controversa – che il territorio della Sardegna venga posto fuori della linea doganale dello Stato e costituisca zona franca con riferimento ai diritti di confine (dazi doganali), alle imposte dirette (tra le quali Ire e Irap) e alle imposte indirette (Iva, imposte di registro, ecc.). Inoltre prevede che l’esecuzione delle norme in materia doganale, la loro modifica ed integrazione ai fini dell’attuazione della presente legge nonché l’esercizio delle funzioni amministrative doganali siano delegate dallo Stato alla Regione. Entro sei mesi dall’approvazione della legge, d’intesa fra Regione e Stato verrà anche definita la quota degli introiti fiscali percepiti nel territorio regionale da trasferire allo Stato a titolo di partecipazione alle spese nazionali.

Comitato Zona franca - Consiglio regionale Sardegna
Il palazzo del Consiglio regionale

La politica è riuscita a stare al passo e sui tempi dei cittadini – ha dichiarato ieri sera il presidente della commissione Autonomia Ignazio Artizzu (Udc-Fli) intervistato dall’agenzia ANSA – Ora la Regione diventa franca grazie al governo doganale e fiscale dato da questa legge che attribuisce alla Sardegna un ruolo forte in un percorso che potremmo definire nazionalitario“. Soddisfatto anche il Psd’Az. Secondo il leader Giacomo Sanna. “La defiscalizzazione dell’energia elettrica, delle accise e dell’Iva sui prodotti energetici da raffinazione ed in particolare dei carburanti per i natanti a uso turistico e per le navi ed aerei merci e passeggeri che collegano la Sardegna con l’esterno, darà un contributo determinante alla definizione di una vera continuità territoriale ed aumenterà la concorrenzialità  turistica della Sardegna. Il provvedimento – si legge in un lungo comunicato stampa – delinea percorsi e contenuti della zona franca sarda che è un mix graduato e articolato di defiscalizzazioni alla produzione industriale, al commercio, al consumo e nei servizi avanzati, applicato principalmente in aree industriali votate all’esportazione, coniugato in tutti i territori comunali con un sistema di zone franche urbane – spiega Sanna – Tale sistema, accompagnato dalla disponibilità nel mercato interno sardo di merci e servizi prodotte trasformate ed offerti con la fiscalità di vantaggio, assieme alla possibilita’ per le famiglie di acquistare prodotti energetici e di consumo defiscalizzati e determinati in un contingente annuo, permetterà la crescita occupazionale e l’incremento delle risorse spendibili dalle famiglie, aumentando i consumi, favorendo il turismo e il settore agricolo e pastorale”.

Le perplessità del Comitato

Di diverso avviso, come detto, il Comitato Zona Franca Sardegna che accusa la politica isolana di continuare a spostare avanti un traguardo e addirittura di compromettere anche le opportunità previste dal decreto n. 75 emanato nel 1998 sotto la Giunta di Federico Palomba e mai attuato in oltre 15 anni. Questa norma, da qualsiasi parte si guardi questa complicata materia, resta infatti finora l’unica cosa certa. La legge 20 approvata lo scorso agosto ha infatti tolto alla Giunta regionale la competenza per la perimetrazione delle zone franche attribuendola al Governo (al quale la Giunta deve far pervenire le istanze provenienti dal territorio). Una mossa che, se la perimetrazione non avverrà entro il 1° novembre (data dell’entrata in vigore del nuovo Codice doganale europeo) rischia – spiega l’avvocato Scifo – di dover far ridiscutere anche le procedure previste  dal decreto n. 75. Non solo. Il fatto che la norma approvata ieri sera in commissione attribuisca al Parlamento nazionale la competenza di creare in Sardegna la zona franca integrale rischia, secondo i sostenitori della zona franca, di rivelarsi un autogoal vista la atavica difficoltà della delegazione sarda alla Camera e al Senato di difendere gli interessi della Sardegna. “Purtroppo, visto il successo della nostra iniziativa in corso ci stanno di nuovo spostando il traguardo”, attaccava ieri Francesco Scifo sul suo profilo Facebook: “Attenzione!. Oggi alla commissione Autonomia del Consiglio regionale hanno approvato all’unanimità e senza consultarci un altro progetto di legge nazionale, la n. 22. Comincio a stancarmi di questi giochi senza arbitro sommergeteli d’istanze per favore o abbiamo perso”. La speranza del Comitato è che in questi giorni arrivino alla Giunta regionale istanze di istituzione della zona franca provenienti da ogni territorio della Sardegna in modo che questa possa trattare la perimetrazione delle zone franche con il Governo nazionale prima dell’entrata in vigore del codice doganale. In caso contrario la battaglia sarà persa perché, spiega Scifo, “il Parlamento italiano non approverà mai una legge di questo genere”.

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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