papa francesco

Papa Francesco e la cantante Madonna. Due notizie in rapida sequenza. Apparentemente lontane anni luce, ma significative. Le ha date questo pomeriggio il Tg3. La prima: una ripresa della telefonata di Papa Francesco al diciannovenne studente universitario padovano che – dopo l’efferato assassinio del fratello  (titolare di alcune pompe di benzina a Pesaro) – all’inizio di agosto aveva scritto al Pontefice dicendogli che non riusciva a perdonare Dio per quell’enorme sofferenza. La seconda: l’inaugurazione della palestra romana di Madonna, con la superstar che ha fatto attendere per quattro ore frotte di followers sognanti, cinque dei quali sono stati sorteggiati per incontrare la venerata star.

Papa Francesco, esempio di semplicità

La telefonata di un Papa a un fedele – seppure motivata da una sofferenza così grande (Michele, il ragazzo che l’ha ricevuta, è tra l’altro costretto a stare in carrozzina da anni) è un avvenimento storico. Mai accaduto prima, se si eccettua (ma con tutt’altro significato) la telefonata di Giovanni Paolo II alla trasmissione televisiva di Bruno Vespa Porta a Porta. In questo caso evidentemente stiamo parlando di qualcosa di estremamente rivoluzionario. Di una persona che sta facendo della normalità e della semplicità una vera e propria bandiera. Che sale in aereo portandosi appresso la valigia, che fa i viaggi mandando all’aria scalette e protocolli ufficiali. Di una persona che, appena eletta, ha telefonato al suo edicolante di fiducia per dirgli di non conservargli più il giornale perché gli era stato dato un incarico fuori da Buenos Aires. Di una persona che, prima di tutto con il suo esempio, sta rivoltando la Chiesa e i suoi antichi privilegi (basta pensare allo Ior) ricordando che la Chiesa deve essere ultima tra gli ultimi.

Papa Francesco

Non è un caso che Papa Francesco sia molto amato anche da chi per tanto tempo si è allontanato dalla Chiesa e ora si riavvicina, attirato proprio dalla sua umiltà e dalla sua semplicità.  “Dammi del tu perché anche gli Apostoli davano del tu a Gesù”, pare abbia detto a Michele, con cui ha parlato e scherzato al telefono amichevolmente per una decina di minuti. Un gesto, anzi un’abitudine, che dimostra come l’umiltà e la semplicità siano virtù che solo i grandi uomini (e le grandi donne) posseggono.

Ecco perché, pensando all’incredulità e all’emozione di un normalissimo studente universitario di Padova che qualche settimana fa si è sentito dire al telefono: “Michele, sono Francesco, il Papa”, sentire che gli adoranti fans di Madonna – di cui non si mettono in dubbio le innegabili doti canore – hanno aspettato quattro ore sotto la pioggia il loro idolo mi ha fatto tristezza. Cinque di loro, i più fortunati, dopo anni di attesa hanno conosciuto la star. Ma prima sono stati perquisiti e, per impedire che potessero scattare foto o girare video, al momento di entrare nella blindatissima palestra hanno dovuto consegnare cellulari, fotocamere e macchine fotografiche.

Due notizie, due persone, due stili diversi.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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