Scuola digitale

Scuola digitale. Niente più zaini e libri di testo pesantissimi, almeno in teoria. Dal prossimo anno scolastico i ragazzi delle scuole superiori sarde potranno sostituire i libri con i tablet. Un comunicato stampa appena diramato dalla Regione Sardegna annuncia che l’assessorato regionale alla Pubblica Istruzione, dopo aver fatto installare in tutte le scuole sarde le lavagne multimediali (Lim),  ha dato via libera alla seconda parte del progetto “scuola digitale”. L’assessore Sergio Milia ha infatti “inteso avviare” le procedure per l’acquisto di trentamila tablet che sostituiranno i libri di testo. Attendiamo fiduciosi.

Il presidente della Regione Ugo Cappellacci, ormai da tempo in campagna elettorale, loda sperticatamente l’iniziativa e utilizza l’assist dichiarando: “con il progetto scuola digitale investiamo sui nostri giovani e presentiamo uno strumento innovativo nelle classi della Sardegna, proponendo la nostra isola come modello di avanguardia a livello nazionale”. Anche l’assessore Milia parla di “una rivoluzione per la scuola sarda che finalmente potrà avere un nuovo e rivoluzionario strumento didattico che consentirà soprattutto di combattere la piaga della dispersione scolastica”.

Ma dato che l’assessore annuncia un sabato di fine luglio che “intende avviare” le trattative per l’acquisto dei tablet, è lecito qualche dubbio sul fatto che la procedura pubblica, ancora allo stato delle idee, possa essere conclusa in tempo per l’inizio del prossimo anno scolastico. Il dubbio, molto forte, è che la rivoluzione digitale dovrà essere rimandata di un anno.

Scuola digitale: i dubbi e le illazioni

Questioni temporali a parte, la sperimentazione del sistema digitale nelle scuole sarde – che stando alla Regione il prossimo anno scolastico dovrà entrare a regime con la formazione di tutti i docenti sardi e la messa in rete dei contenuti – permetterà di testare la validità del modello finale adottato, su cui non sono mancate le polemiche. Con il test sul campo si capirà se è stato un bene modificare tre giorni prima della scadenza del bando il progetto sardegna Digitale diretto dal professor Silvano Tagliagambe, poi sollevato dall’incarico, che sulla carta appariva veramente rivoluzionario e in controtendenza rispetto agli interessi delle lobby editoriali. Si capirà anche se questo modello consentirà alle famiglie di risparmiare sulla spesa per la didattica dei loro figli: per il progetto improvvisamente accantonato dalla Regione si parlava di un risparmio di circa 350 euro all’anno per uno studente delle scuole superiori, attendiamo di conoscere gli effetti del modello scelto sui bilanci familiari. Si capirà inoltre quali saranno i contenuti didattici forniti agli studenti sardi: contenuti originali oppure quelle “Pillole del sapere” costate, a detta del prof. Tagliagambe, 40mila euro l’una, su cui incombe un’inchiesta della Procura di Roma.

studentiUn progetto Scuola Digitale efficace che consenta ai ragazzi di non spezzarsi la schiena e di lavorare su contenuti didattici validi e originali, nonché permetta alle famiglie sarde di risparmiare sull’acquisto dei testi scolastici meriterà una promozione e dimostrerà che i soldi europei (inizialmente 125 milioni provenienti dal Por Sardegna) sono stati spesi bene. In caso contrario il progetto della Regione sarda sarà bocciato categoricamente sarà dato spazio incontrollato a dubbi e illazioni che da tempo accompagnano il progetto, oggetto anche di una interrogazione parlamentare (consultala). Tutto ciò si potrà però verificare solo a campagna elettorale conclusa. Ora bisogna fidarsi soltanto delle promesse e delle buone intenzioni.

 

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *