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Continuità territoriale in Sardegna, Fasi all’attacco

Continuità territoriale per i Nativi sardi. La Fasi, Federazione associazioni sarde in Italia prende posizione sulla questione sollevata dal giornalista Massimo Lavena. In un comunicato stampa della presidente Serafina Mascia, rispondendo ai problemi posti dal cronista cagliaritano, la Fasi affronta il problema del trasporto aereo da e per la Sardegna sostenendo, senza mezzi termini, che oggi la continuità territoriale serve solo alle casse delle compagnie aeree e non certo alla Sardegna. E dati alla mano snocciola i numeri: se per un residente in Sardegna un viaggio andata e ritorno costa 150,00 euro, per un Nativo la cifra aumenta fino a 203,00. Ma per una persona nata e residente fuori dalla Sardegna raggiungere l’isola ha costi veramente proibitivi: si parte da un minimo di 368,00 euro che diventano addirittura 625,00 se il ritorno è previsto in giornata. Un modo eccezionale per scoraggiare il turismo. «Quello dei trasporti con la sua attuale regolamentazione insensata resta il più grave problema in assoluto per il turismo e l’economia della Sardegna», denuncia la Fasi che chiede alla politica sarda di scrollarsi di dosso demagogie e chiusure corporative in difesa delle tariffe per i soli residenti e aprire le porte della continuità territoriale a tutti.

La continuità territoriale dei nativi

Continuità territoriale

«Da pochi giorni Meridiana ha ancora una volta ha cambiato le carte in tavola, senza consultare nessuno, in spregio alla Regione Autonoma della Sardegna e agli utenti sardi non residenti e ai turisti», denuncia la Fasi ricordando come Alitalia, fuggita già da tempo dalle rotte non speculative, abbia “fatto anche di peggio”.

Meridiana, scrive la Fasi, ha diviso in due la voce unica della continuità: Residenti con tariffa in continuità e Nativi, con una tariffa più alta del 30-40%.  L’esempio, già denunciato da Lavena, è quello del volo Cagliari-Roma A/R del 12 -15 luglio 2013 che costa 150 euro con la tariffa residenti e 203 con quella Nativi. «Un sardo che sia lavoratore fuori dalla Sardegna e torni abitualmente dalla famiglia sarà fortemente penalizzato», si legge nel comunicato. C’è un impazzimento generalizzato senza limiti, senza regole, senza certezze».

L’associazione rileva – come detto – che anche per chi vuole raggiungere la Sardegna e non è né residente né nativo l’innalzamento delle tariffe tocca “vertici scandalosi”: una andata e ritorno Milano/Cagliari/Milano, con una prenotazione fatta ieri (10 luglio), costa  368,00 euro che lievitano addirittura a 625,00 se si deve ritornare in giornata!

Ecco puntuale l’esempio per il Milano -Cagliari-MIlano 4-26 agosto 2013: una persona con tariffa Residenti paga 171,00, con la tariffa Nativ ne paga  221,00 mentre se è un lavoratore o un turista NON SARDO paga da un minimo di 368,00 euro a un massimo di 625 euro se viaggia nella stessa giornata.

«Alcuni trucchi per aggirare la continuità sono veramente disdicevoli – si legge nel comunicato della Fasi -. E’ noto che la tariffa di continuità dovrebbe valere per tutti i bambini e i ragazzi fino a 21 anni. Invece se un residente ha un bambino vede applicata la tariffa della continuità, mentre se un emigrato o un non sardo ha un bambino, automaticamente on line non viene applicata quella in continuità ma quella del genitore».

Comunicato Fasi

«Quello del problema trasporti con la sua attuale regolamentazione insensata resta il più grave problema in assoluto per il turismo e l’economia della Sardegna», afferma la Fasi denunciando i disagi per gli emigrati sardi, “già danneggiati gravemente negli ultimi due anni dal costo del trasporto marittimo”. «Noi ribadiamo che il perseguimento di una continuità territoriale per tutti a tariffa unica è la sola strada percorribile: la politica regionale TUTTA deve prendere atto di questa realtà, senza demagogie e senza chiusure corporative nel recinto della difesa delle tariffe per i soli residenti. Il poco che si sta guadagnando da una parte porta a perdite disastrose dall’altra».

«La questione è la solita – commenta Massimo Lavena -: siccome l’UE ha detto che i Nativi non sono residenti e che lo sconto era su base etnica tutto dà formalmente ragione a Meridiana. Eppure la possibilità di trovare formule che non ledano il diritto all’uguaglianza esiste, ma è più facile creare le gabbie con il filo spinato»

Alessandro Zorco
Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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