continuità territoriale

Nativi in continuità territoriale. Come gli indiani d’America e gli Aborigeni in Australia. Ora ci sono anche i Nativi sardi. Li ha scoperti la compagnia aerea Meridiana che – come un novello Cristoforo Colombo – ha aumentato improvvisamente le tariffe delle sue “caravelle” per i sardi di nascita costretti ad emigrare per cercare lavoro nella Penisola. Così chi deve tornare a casa per vedere la moglie e i figli durante il weekend e ogni settimana è abituato a comprare un biglietto Roma/Cagliari/Roma qualche giorno fa ha avuto l’amara sorpresa. Meridiana (unica compagnia che aveva conservato le agevolazioni per i sardi residenti fuori dall’isola dopo che Alitalia le aveva cancellate) ha creato la tariffa “Nativi”. Per i nati in Sardegna che risiedono fuori dall’isola, prima considerati come i residenti, il costo del biglietto è d’incanto aumentato di una trentina di euro a tratta. Decisamente troppi per chi deve viaggiare ogni settimana per poter riabbracciare i propri figli. Morale: oggi per un sardo non residente nell’isola il biglietto Roma/Cagliari/Roma dal venerdì al lunedì costa esattamente 203.54 euro. Se anziché “Nativo” Meridiana avesse continuato a considerarlo come un residente in Sardegna gli sarebbe costato 153,54 euro (fino allo scorso maggio ne costava 143.00).

Nativi in continuità territoriale

Continuità territoriale
Cagliari-Roma

«Con mio grande stupore e rabbia ho scoperto che è stata creata dal nulla la “tariffa nativi”, con un aumento esponenziale dei costi per chi come me usa  da sempre  Meridiana e prima ancora  Alisarda – spiega Massimo Lavena, giornalista che lavora a Roma e per primo ha denunciato questo aumento improvviso di prezzi-. Trovo folle la decisione di mortificare chi vive fuori dalla Sardegna aumentando i prezzi con un importo sul Roma-Cagliari-Roma di oltre trenta euro, un’offesa e una presa in giro. Soprattutto resto basito nel constatare che Meridiana decide di far cassa sulla popolazione della regione Sardegna, quella con il più alto tasso percentuale di nuovi emigrati, la maggior parte al di sotto dei 25 anni, oppure con interi nuclei familiari che scappano davanti ad una situazione che definire tragica è un eufemismo.

«Sino ad una settimana fa io restavo un Sardo “nato in Sardegna ma residente fuori”: oggi sono un “Nativo” e come sardo mi sento messo in una riserva dei “Nativi” (come si fa in Australia con gli Aborigeni, o negli States con i Native Americans) – aggiunge Massimo – . La FASI ne è al corrente, l’Assessorato al Turismo? La Giunta Regionale ha omaggiato Sua Altezza Shah  Karīm al-Husaynī, Āgā Khān IV del titolo onorifico di Sardus Pater: è questo il processo di rafforzamento dei rapporti affettivi tra la Compagnia Meridiana, con questa ultima e rapinante decisione tariffaria? Che sia o non sia in base alla mai risolta questione della continuità territoriale della Sardegna Meridiana ha tutto da perdere da una scelta come questa. Ma prima di tutto chi ci rimette, come al solito, sono i Sardi».

In Sardegna, a quanto pare, la colonizzazione non è ancora finita.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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