kenza

Kenza. Come volevasi dimostrare la nave Kenza, il mercantile battente bandiera marocchina bloccato dallo scorso maggio nel porto di Cagliari con quindici marinai a bordo, è stato sequestrato dal Giudice del lavoro del Tribunale di Cagliari. Il provvedimento firmato qualche giorno fa dal giudice cagliaritano rappresenta la fine di un incubo per l’equipaggio: presto i marinai marocchini potranno infatti tornare in patria e riabbracciare le finalmente loro famiglie. Per loro sembra infatti conclusa la durissima lotta sindacale che per oltre due mesi li ha visti su una nave ancorata nel porto di Cagliari, senza più cibo né acqua. Ma soprattutto senza la possibilità di scendere neppure dalla nave in quanto senza permesso di soggiorno in Italia sarebbero stati considerati clandestini.

 

Ora la nave Kenza sarà venduta all’asta. Il procedimento dovrebbe durare almeno un anno ma alla fine dovrebbe permettere ai lavoratori, che dallo scorso dicembre non ricevono lo stipendio di avere le loro spettanze. In base alle norme internazionali previste dalla Convenzione di Bruxelles per poterle ottenere erano infatti costretti a rimanere sulla nave.

Il mercantile Kenza

Kenza e le altre navi abbandonate

I marinai della Kenza hanno ricevuto in questi mesi l’aiuto della città, impegnata di una sorta di gara di solidarietà. Molto si è prodigata la Fit Cgil, che nei giorni scorsi ha commentato favorevolmente la notizia del sequestro della Kenza, ma in favore dei marinai marocchini sono intervenute anche le istituzioni isolane e i privati cittadini. Come si legge nel sito ufficiale dell’associazione genovese Stella Maris, che ha proprio la finalità di dare una tutela ai marittimi interessati da queste clamorose e difficilissime forme di protesta, quello di Cagliari però non è purtroppo un caso isolato: le navi abbandonate in balia del loro destino dagli armatori sono in enorme aumento. E sistematicamente, come è successo a Cagliari, al mancato pagamento dei salari seguono prima il sequestro e poi la vendita all’asta della nave.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *