Servitù militari capo frasca

Quirra. Ogni 5 giugno, dal 1972, nel mondo si celebra la Giornata mondiale dell’Ambiente istituita dalle Nazioni Unite. Quest’anno il messaggio è quello della lotta contro gli sprechi alimentari e la fame nel mondo, ma l’obiettivo complessivo di questa ricorrenza è sensibilizzare le popolazioni mondiali a tutelare la terra per lasciare in eredità ai nostri figli un mondo vivibile.

Quando si mette d’impegno l’uomo è infatti in grado di distruggere paesaggi meravigliosi e purtroppo anche in Sardegna ci intendiamo eccome di zone deturpate dalle grandi industrie energivore o dalle servitù militari.

Il mistero di Quirra

Un esempio lampante dello scempio dell’ambiente sardo è avvenuto a Quirra, nel Sarrabus dove, come molti sanno, sorge l’ormai celeberrimo Poligono interforze: centotrenta chilometri quadrati di costa frastagliata e terra selvaggia, un mare splendido interdetto ai civili nel cui fondale giace un’enorme quantità di proiettili inesplosi e frammenti di bombe e missili.

Nella parte costiera per anni sono avvenuti lanci di missili terra aria che sistematicamente finivano in mare, la parte interna veniva invece utilizzata per le esercitazioni a terra. A Quirra pare venissero esplose armi tossiche ad altissimo rilascio di materiali radioattivi. E soprattutto a Quirra la Procura della Repubblica di Lanusei ha scoperto una enorme discarica di materiali bellici, una collina che si innalza a 600 metri dal livello del mare: pare infatti che dal 1984 al 2008 qui venissero distrutte le munizioni e le bombe in disuso provenienti dagli arsenali di tutta Italia.

Esercitazioni a Quirra

Quanto in questi anni è effettivamente avvenuto a Quirra e quali conseguenze le esercitazioni belliche abbiano avuto sugli abitanti della zona e sugli animali (che i pastori pascolavano anche abusivamente nelle zone militari) sarà vagliato dai giudici a partire dal prossimo 17 luglio, quando è stata fissata l’udienza preliminare del procedimento che vede imputate venti persone (di cui 7 generali dell’Aeronautica militare, sei dei quali ex comandanti del Poligono) accusate di aver tenuto nascosto quello che la Procura della Repubblica ritiene sia un vero e proprio disastro ambientale.

Secondo la magistratura le “nanoparticelle” prodotte dalle esplosioni avrebbero infatti causato un centinaio di morti sospette in quanto la natura di quei luoghi è stata fortemente contaminata. I veterinari della Asl di Lanusei hanno dato il la all’inchiesta denunciando la nascita di animali deformi come agnellini  con un solo occhio e altre mostruose alterazioni genetiche.

Su questa vicenda inquietante, raccontata da una interessante inchiesta del giornalista di Repubblica Marco Corrias, la parola ora passa ai giudici. Noi tutti attendiamo che sia stabilita la verità.

Di Alessandro Zorco

Giornalista professionista. Amo scrivere, nuotare e andare in bicicletta. Sono sardo. La mia dimensione è il mare.

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